Messina: Mantineo offende il Prefetto Trotta. L’ingiustificabile atto della Giunta “hippy” che ha deluso e stancato

trottaSuccede anche questo nell’era della “fantapolitica”; succede che un assessore comunale di Messina come Nino Mantineo, esponente di spicco della Giunta comunale più “hippy”  d’Italia, abbia l’ardire di offendere pubblicamente il Prefetto, Stefano Trotta.

L’assessore alle politiche sociali ha colto l’occasione di una pubblica assemblea, radunata per discutere del delicatissimo tema dei migranti e della loro accoglienza, per apostrofare, senza mezzi termini, il Prefetto Trotta come: “uno dei più scarsi che Messina abbia mai avuto”.

accorintiCome si può porre fede in un rappresentante comunale che non nutre alcun rispetto per le istituzioni? L’impegno del Prefetto che invano fin dal mese di ottobre sollecitava un intervento deciso e risolutorio della Giunta Accorinti, proprio sulla gestione dell’emergenza immigrati, è stato in questi mesi sotto l’occhio di tutti.

Bisogna, semmai, interrogarsi sull’efficienza e la competenza degli interlocutori che il Prefetto ha trovato nel far sentire la propria voce sulla questione.

Il Prefetto di Messina è dovuto intervenire più volte per fare chiarezza su alcune indiscrezioni apparse sui giornali, che spesso si sono rivelate il frutto di congetture demagogiche, segno che i tanti tavoli tecnici sono per alcuni sterile pubblicità; riunioni dalle quali “guelfi che ghibellini” escono a braccetto per non deludere, forse, le aspettative del “popolino” che gli fa da contorno.

palanebiolo tendopoliLa Prefettura di Messina, è stata fin da subito la cabina di regia nella gestione dei servizi di accoglienza, attenendosi, come tutte le Prefetture italiane, alle direttive del Ministero dell’interno. Senza dover scendere troppo nel dettaglio, per evitare di fare inutili polemiche che a niente servirebbero a risolvere i problemi di Messina, proviamo, solo per un attimo a ricordare alcuni punti salienti della lunga vicenda che ha portato Messina ad ospitare i migranti.

La tanta criticata accoglienza al Palanebiolo, è stata resa possibile  solo grazie alla immediata disponibilità dell’Università di Messina, il tutto mentre il Comune sembrava latitare.

Alle prime voci di malcontento per la sistemazione temporanea al Palezzetto universitario, resa necessaria a causa del sovraffollamento dei CARA,  il Prefetto inviò una lettera a tutti i Comuni della Provincia perché, insieme a quello di Messina in primis, indicassero strutture idonee a garantire adeguati servizi di ricovero ed assistenza.

Comune-di-Messina-Palazzo-Zanca-1L’unico comune ad avere risposto all’appello del Prefetto Trotta, fu inizialmente quello di Fondachelli Fantina, (lo stesso che ingloriosamente si era proposto di ospitare la salma di Pribke, gerarca nazista); gli altri sembravano essersi assopiti nello stesso torpore di Palazzo Zanca.

Il Prefetto, nella lettera inviata, aveva specificato che per espressa disposizione ministeriale, le strutture temporanee di accoglienza dovevano essere immobili sotto la giurisdizione della pubblica amministrazione, ed il Comune di Messina, con un tempismo sconcertante, per tutta risposta, pensava di proporre, nella località di Mortelle, un plesso residenziale (Le Dune) che era sottoposto fin dal 2007 a provvedimento dell’autorità giudiziaria, che ne ordinava la demolizione in quanto abusivo. Impensabile che un rappresentante del Governo nazionale decida di trasferire gli immigrati in una struttura abusiva, incredibile che il Comune l’abbia proposta.

le dune blu san ferdinando reggioIncredibile, ancor di più, che il Comune di Messina l’abbia proposta, rifacendosi ad un precedente che, dato il provvedimento giudiziario, fa ancora di più rabbia: “Le Dune”, benchè inagibile e da demolire, era stato già usato per ospitare gli sfollati di Giampilieri dopo la catastrofica alluvione del 2009.

Dove sono finiti tutti gli immobili pubblici, che ricadono sotto la giurisdizione comunale e, che erano adibiti proprio all’assistenza dei più svantaggiati? Dove sono finiti gli immobili, ancora di proprietà del Comune, come l’ex IPAB Casa Pia, lasciata morire nell’indifferenza di tutti, tradendo tutte le disposizioni statutarie di mutuo intervento?

Lei, signor Prefetto, non c’era ancora a Messina, ma sappia che di soldi, a Casa Pia, il Comune di Messina ne aveva spesi tanti, ma dei servizi agli anziani che doveva curare col proprio patrimonio fondazionale, del quale, s’è fatto scempio, nemmeno l’ombra.

palanebiolo tendopoli 2Il Comune solo recentemente ha avanzato l’ipotesi di poter aprire agli immigrati i plessi ex IPAB, al momento non s’è fatto , forse perché, la questione Casa Pia è ancora un nervo scoperto per molti, tutti quelli che sanno e ricordano ciò che se ne fatto? (o meglio dovremmo dire, ciò che non se n’è fatto).

La Prefettura ha operato correttamente nel rispetto del protocollo e della professionalità che si richiede; come possiamo giustificare le parole offensive dell’Assessore Mantineo? Non possiamo.

Lo stato dei servizi sociali a Messina è nelle stesse precarie condizioni in cui versavano prima della Giunta Accorinti. La città è stata attraversata, in questi mesi da tensioni sociali, proprio perché non si è stato in grado di rimboccarsi le maniche ed operare per le fasce più svantaggiate della società.

prefettura messinaTroppe inesattezze sull’operato della Prefettura, troppe maldicenze che oggi, alla vigilia delle elezioni europee, suonano tanto come sterile propaganda.

La Giunta Accorintiana ha deluso le aspettative di molti messinesi che avevano votato, il tanto anelato cambiamento non è arrivato e, non passerà certo per la mancanza di rispetto delle istituzioni dello Stato.

Forse è arrivato il momento per il Sindaco Accorinti di riunire la sua squadra per lavorare, davvero, sui problemi della città, ed imparare che per stringere un concreto “patto sociale” bisogna rispettare i ruoli, norme e principi che reggono le nostre istituzioni, solo dopo potremmo parlare di cittadinanza onoraria al Dalami Lama o delle arrampicate notturne sul pilone.