Mappa dell’evasione fiscale: “sconcertante maglia nera alla Calabria”

7f6461efc279fa72a70cb2621efd0c39-kTr-U1030432455425m6D-660x500@LaStampa.itTrovo davvero sconcertante che l’Agenzia delle Entrate, infierendo sul Sud designandolo grande evasore del Paese, abbia per giunta assegnato ad un’unica regione la palma della peggiore in assoluto: la Calabria“: ad affermarlo è Gianni Basi, affezionato lettore di StrettoWeb, in una lettera inviata stamani alla nostra Redazione. ”Sulla cartina, diffusa a tutti gli organi di informazione, infatti, ogni regione ha una varia gradazione di colori “colpevoli”, ma la Calabria va duramente nell’occhio essendo la sola ad avere, per intero, la peggiore macchia cromatica cioè quella apocalittica del “rischio totale”, quella dei cattivi, degli abietti, dei mostri. Come se i discorsi di evasione, corruzione e mafia non fossero radicati, e alla grande come si legge ogni giorno, anche nelle regioni del centro-nord! Saprà indignarsi, la Calabria? Giorni fa, il lettore di un giornale del nord, parlando della cervellotica soppressione dell’importante funzione di decentramento amministrativo rappresentata dalle Province (anzichè solo ridimensionarne i costi ed eliminare sprechi “tagliando” anche quelli dei Comuni e soprattutto delle voraci Regioni – pur se è però inquietante il chiedersi dove ora andranno a finire masse di “sforbiciati”-), si chiedeva il perchè, nelle malefatte italiche, nessuno abbia mai il coraggio di opporsi e protestare. La ragione, forse, può trovarsi nell’attuale malcostume del popolo italiano che pare diventato improvvisamente maestro nel rassegnarsi a tutto ciò che gli venga propinato. Altrimenti, avrebbe dissentito di fronte all’elezione di un premier fatta poco democraticamente da una segreteria di partito. O avrebbe fiutato e segnalato la bufala degli 80 euro promessi sugli stipendi minimi quando, per annosa e adulatoria tecnica berlusconiana (ora adottata dal fido Renzi in palese funzione delle elezioni europee), questa cifra verrà prima o poi chiaramente restituita al governo in forma di tasse. Dunque, bugie su bugie. Grillo dice, tra l’altro, che tale regalia vale gli 80 costosi euro di una pizza (presumibilmente al tavolo). E qui rientriamo nel viscido enigma che sull’euro ci portiamo dietro dal 2001: “tot euro” valgono in lire il doppio o la metà? Molto più verosimile che, al contrario di quanto ci abbiano fatto credere, ne valgano la metà se prima dell’euro il costo di una pizza al tavolo bevande e coperto compreso era di 40 milalire. Ma in due“.