Lamezia terme, scoperto giro di false sponsorizzazioni sportive: 43 indagati e sequestri per circa 400.000,00

gdfI finanzieri in forza al nucleo di polizia tributaria del  comando provinciale di catanzaro, coordinati dal sostituto procuratore della repubblica di lamezia terme, dott. Domenico galletta, hanno eseguito il sequestro di circa 400.000,00 euro in beni immobili, mobili e denaro nei confronti di 43 soggetti, tutti operatori commerciali  residenti oltre che in calabria, in sicilia, toscana e campania.

Il provvedimento emesso dalla procura lametina giunge al termine di articolate e minuziose indagini originate da una segnalazione dell’unità di informazione finanziaria della banca d’italia ai fini della normativa antiriciclaggio dato che per caratteristiche e natura l’operazione stessa destava sospetti di irregolarità: ragioni economiche per cui le operazioni finanziarie hanno avuto luogo, origine del denaro e la sua destinazione finale, ecc. Accade infatti, che dietro tali segnalazioni di operazioni sospette si celino semplici violazioni alla normativa vigente sulla circolazione del contante (attualmente non possono essere movimentate somme contanti superiori ai mille euro), ovvero, altre volte,  reati gravi quali, ad esempio, il riciclaggio, il finanziamento al terrorismo internazionale, l’usura, l’appropriazione indebita, ecc.

In questo caso gli accertamenti svolti dagli uomini del nucleo di polizia tributaria  hanno disvelato un articolato meccanismo fraudolento.

In pratica, un’associazione sportiva dilettantistica lametina, attraverso il ricorso a false fatturazioni di ingenti somme di denaro ha consentito ad altri operatori commerciali senza scrupoli, sponsor dell’associazione, di evadere tasse e costituire cospicui “fondi neri”.

I falsi sponsor, infatti, da un lato sborsavano ingenti somme a titolo si sponsorizzazioni, dall’altro rientravano delle stesse somme per contanti, al netto di una  “trattenuta” che il presidente dell’associazione sportiva, un cinquatatreenne lametino, tratteneva per se.

Ognuno aveva il suo vantaggio: gli sponsor con i falsi esborsi facevano figurare, fittiziamente, costi per abbattere gli utili e quindi evadevano le tasse da pagare allo stato,  l’associazione sportiva, invece, creava  cospicue riserve di liquidità in “nero” che spartiva con gli sponsor stessi.

I finanzieri hanno eseguito un provvedimento di  “sequestro per equivalente” in grado di aggredire a tutto campo, fino al raggiungimento dell’importo da recuperare, il patrimonio degli indagati  (si va dal negozio di elettronica alla grande distribuzione di bevande, dalle lavanderie al settore dell’edilizia). Gli imprenditori senza scrupoli che sono stati raggiunti dal provvedimento di sequestro hanno sede per lo più nel lametino.

Per i “falsi sponsor”, la guardia di finanza di catanzaro ha, altresì, allertato i reparti dei luoghi di rispettiva residenza, per l’effettuazione di altrettante verifiche fiscali volte a quantificare l’evasione delle imposte poste in essere.