Garcia Marquez e l’intellighenzia accademica

Garcia MarquezPotrei dire semplicemente non mi piace, punto e basta. Abituata però come sono ad andare a fondo ad ogni questione, forse è il caso anche nella fattispecie di dire qualche parolina in più. Da piccola ero considerata un topo di biblioteca e posso dire di aver letto proprio di tutto, anche se il tempo per leggere non mi basta mai, e considero il piacere della lettura una scelta libera aldilà di ogni canone imposto. Infatti, secondo me, è un difetto enorme, anzi è un vero e proprio peccato, il fatto che molti insegnanti impongano ai propri alunni questo o quel libro. Figuriamoci, personalmente abolirei ogni libro di testo! ma questa è un’altra triste storia che riguarda lo stato comatoso della scuola italiana. Secondo me, però, l’insegnante dovrebbe  invitare , e ci sono mille modi per farlo,  alla lettura, i propri studenti, lasciandoli però liberi di scegliere cosa leggere. Detto questo, io posso affermare senza ombra di dubbio che a me la scrittura di Garcia Marquez non piace. Naturalmente ho comprato e ho cercato di leggere il famoso e gettonatissimo Cemt’anni di solitudine, ma credo di non aver mai girato pagina. Perchè in questo senso ho già dato abbondantemente sottoponendomi allo strazio di leggere fino in fondo Il nome della rosa di certo Umberto Eco, che ho letto fino all’ultima parola nella speranza che magari alla fine avrei trovato un qualche significato. Certo, in una società omologata e omogeneizzata dove vengono imposti usi, consumi, bisogni e altro secondo le tendenze del momento come  tributi  alle  manipolazioni di massa, torna difficile dissociarsi.  Chissà poi quanta gente c’è che non gradisce Marquez, ma che si astiene dal manifestarlo per non passare da ignorante nei confronti dell’ intellighenzia accademica, per timore di oltraggiare un mito, insomma per paura di cantare fuori dal coro del  pensiero unico, quello cosiddetto dominante. E non mi si venga a dire che profano un premio Nobel perchè sono del parere che i premi non servono per riconoscere il valore di una persona in qualsiasi settore. E poi se anche  Dario Fo ha avuto il Nobel per la letteratura è proprio il caso di metterci una pietra sopra.Riposi in pace, Marquez, a lei il merito di aver diffuso nel mondo la cultura della sua Colombia , a me il diritto di non leggere i suoi scritti.