Adesso le elezioni europee diventano un referendum su Scopelliti

scopelliti01Scopelliti c’è, adesso è ufficiale: il governatore dimissionario della Regione Calabria si candida alle elezioni europee del 25 maggio e lo fa probabilmente controvoglia ma consapevole che si tratta di un appuntamento decisivo per il suo futuro politico. Quella di occupare uno scranno del parlamento di Bruxelles non è certo l’ambizione massima dell’ex Sindaco di Reggio Calabria, ma per come si sono messe le cose dopo la condanna nel primo grado del processo Fallara, questa strada era praticamente obbligata per non finire completamente tagliato fuori dalla vita politica in un momento particolarmente delicato.
scopelliti03Il partito di cui è fondatore, il Nuovo Centro/Destra di Alfano, Lupi e Quagliarello, ha corteggiato fino all’ultimo momento la sua candidatura. Tutti i big sono in campo: Lupi al nord/ovest e il ministro Lorenzin al centro, tanto per citarne un paio. Anche per il Nuovo Centro/Destra questa è una partita fondamentale: il neo-nato movimento che sostiene il governo Renzi da destra, fresco dell’assemblea costituente di Roma, vuole affermarsi come principale punto di riferimento dei moderati italiani, dando un’alternativa al berlusconismo e sfidando Giorgia Meloni che ha compiuto lo stesso strappo di Alfano dando vita a “Fratelli d’Italia”. Una partita nella partita, quindi. Scopelliti ci ha pensato fino all’ultimo, alla fine ha deciso di essere del match.
scopelliti-primiOvviamente in Calabria e soprattutto a Reggio, queste elezioni diventano un referendum tra “pro” e “contro” Scopelliti. Da una parte c’è chi lo osanna quasi come un Dio, memore della stagione del “modello Reggio” in cui per tre anni consecutivi era stato il Sindaco più amato d’Italia a seguito di una serie di iniziative che avevano decisamente cambiato il volto della città; dall’altro lato chi lo considera responsabile dell’attuale periodo di grande difficoltà al punto da volerlo in galera perchè “ci ha rovinato“, proprio con quei provvedimenti che avevano esaltato Reggio per qualche anno ma poi determinato il disastro attuale perchè insostenibili. Ma la gente, si sa, cambia idea veloce come il vento: probabilmente tra le due teorie più estreme, la verità sta nel mezzo. Scopelliti ha governato Reggio dal 2002 al 2010, e sicuramente in quegli anni ha commesso una serie di errori che lui stesso – potesse tornare indietro – non farebbe più. Non si può però negare che quella è stata un’esperienza di pubblica amministrazione che ha fatto davvero vivere alla città un’entusiastica speranza di essere grande.
ScopellitiDalle scelte di democrazia partecipata sui progetti per le piazze e le nuove strade fino alle iniziative per il turismo e la cultura, dalle opere pubbliche ai servizi, dal decoro urbano, la pulizia, le strade, l’illuminazione, la conquista dello status di “Città Metropolitana”, una serie di grandi appuntamenti sportivi, culturali e musicali di rilevanza internazionale e molto altro ancora: quell’abbondante 70% che Scopelliti ha ottenuto nel 2007 alle Comunali e nel 2010 alle Regionali non era frutto del caso. Così come bisogna anche sottolineare che sono passati 4 lunghi anni da quando non è più lui il Sindaco di Reggio, e i suoi sostenitori rivendicano proprio la differenza tra il buio di oggi (il Comune è commissariato da ormai quasi due anni) e la luce della gestione-Scopelliti. A chi lo accusa di essere responsabile dell’attuale situazione di degrado, rispondono che è una realtà comune a tutte le città d’Italia e non solo, e che basterebbe mettere il naso fuori da Reggio per capire che in questa congiuntura storica non ci sia un solo Comune senza i problemi di Palazzo San Giorgio. Problemi che senza ombra di dubbio, dopo la crisi economica e i tagli ai trasferimenti per gli enti locali, oggi Reggio avrebbe dovuto affrontare anche senza il “modello” di Scopelliti, una gestione fatta di sprechi, fumo negli occhi e loschi traffici alle spalle dei cittadini secondo ciò che ritengono i più accaniti accusatori dell’ex Sindaco.

scopelliti02Tra gli uni e gli altri una polemica infinita che dura da anni animando in modo straordinariamente acceso il dibattito politico in città. Ecco perché le elezioni europee sono un referendum su Scopelliti. Quanti voti prenderà il Governatore dimissionario il 25 maggio? La città e l’intera Regione sta ancora dalla sua parte o gli ha voltato le spalle? I numeri delle elezioni europee ci diranno come stanno davvero le cose, e poco importa che Scopelliti abbia riempito due volte le piazze (prima piazza Italia e poi piazza Duomo nei giorni scorsi) per due manifestazioni di partito. A contare in politica sono i voti. Certo, quello è un indizio, ma il 25 maggio si gioca una partita molto più grande di Bruxelles.
Sarà  la vera sentenza (popolare) su Giuseppe Scopelliti e sul suo futuro.