“Disinnescava” le intercettazioni pericolose bei boss. Condannato perito del tribunale

Reggio Calabria: il palazzo del Cedir che ospita la ProcuraQuasi uno scherzo del destino, lui, perito tecnico, uomo di fiducia del Tribunale di Palmi, esperto nella decodificazione delle intercettazioni ambientali, è stato incastrato proprio da una cimice che ha registrato le conversazioni in carcere del boss Vincenzo Pesce e del figlio Savino, dalla quale emergeva chiaramente la collusione del perito con i clan Bellocco e Pesce di Rosarno. La ‘ndrangheta pianese, era riuscita a comprare con fior di quattrini, l’abilità di Roberto Crocitta, che censurava o modificava le intercettazioni in modo da alleggerire la posizione di Domenico Bellocco e Francesco Pesce nelle indagini a loro carico.
Anche se alcuni degli episodi di favoreggiamento che erano stati contestati dal pm Musarò, non sono stati riconosciuti dai giudici reggini per insufficienza di prove – nel dettaglio si parla dell’intercettazione che avrebbe potuto inchiodare Antonio Dinaro della cosca Gallico e dell’ipotesi di favoreggiamento nei confronti di Placido MorogalloRoberto Crocitta è stato condannato a tre anni e sei mesi di reclusione, per avere disatteso la fede del Tribunale nello svolgimento di un compito di grande responsabilità, scegliendo volontariamente di voltare le spalle alla giustizia per servire le cosche calabresi.