Corsi fantasma a Catanzaro: maxi truffa da 11 milioni di euro, a giudizio in 39 tra imprenditori, politici e docenti universitari

tribunale-di-catanzaroAd indagare per primo, nel 2005, era stato l’allora pm Luigi De Magistris, l’inchiesta era stata poi ereditata dai sostituti procuratori Elio Romano e Alberto Cianfarini che hanno iscritto nel registro degli indagati 39 nomi tra imprenditori, politici e docenti e commercialisti.
Una maxi truffa da 11 milioni di euro, sottratti con false attestazioni all’Unione Europea nell’ambito dei progetti Por 200/2006 e Pon per corsi di alta formazione professionale e master finanziati dal Miur e Regione Calabria.
Quella scoperta dai magistrati è una vera e propria associazione a delinquere che aveva la sua “cupola” nell’imprenditore cosentino Maurizio Vadacchino, che era il legale rappresentante di diverse società ed enti no profit, che grazie alla compiacenza dell’ex assessore regionale alla Cultura ed Istruzione, Saverio Zavattieri, finivano per accaparrarsi fondi milionari per corsi fittizi mai tenutisi.
I falsi corsi negli incartamenti presentati all’Agenzia erogatrice, venivano attestati con la complicità di: dirigenti scolastici, docenti universitari, funzionari regionali e commercialisti che avrebbero emesso fatture false per ottenere il rimborso di cifre esorbitanti.
L’appoggio politico è stato determinante nell’aggiudicazione dei finanziamenti; Saverio Zavattieri, anche grazie all’appoggio di Francesca Papini e Umberto Del Maso, ha boicottato i voti delle Commissioni aggiudicatrici su ben 9 progetti presentati dal Vadacchino. In cambio dell’appoggio politico ricevuto l’imprenditore cosentino a capo della truffa avrebbe dovuto inserire nei corsi fantasma, persone vicine a Zavattieri che avrebbero percepito una remunerazione che andava dai 4000 ai 7000 euro e procacciare voti a suo favore nel comune di Amantea.
Vadacchino, è accusato non solo di truffa e corruzione, ma anche per i reati di violenza e minacce. Nell’attività di falsificazione, infatti, sarebbe stata utilizzato della carta intestata della società “Barone srl”, il suo proprietario che aveva tentato di ribellarsi alla prepotenza, è stato schiaffeggiato e minacciato da collaboratori di Vadacchino che lo hanno messo in fuga con una spranga di ferro.
Tutti gli indagati: Maurizio Vadacchino, 56 anni, di Amantea (Cs); Saverio Zavettieri, 72, di Bova (Rc); Maria Raluca Bilt, 32, rumena; Maria Cristina Alfano, 40, di Cosenza; Laura Mollica, 45, di Roma; Marino Bonanno, 45, di Amantea (Cs); Silvano Perri, 60, di Amantea (Cs); Francesca Papini, 51, di Firenze; Domenico Ferraro, 53, di Longobucco (Cs); Elena Salvatorelli, 40, di Termoli (Cb); Sviatlana Malets, 37 ; bielorussa; Roberto Ragadali, 49, di Cosenza; Riccardo Giannetti, 76, di Siena; Antonio Maletta, 43, di Figline Vegliaturo (Cs); Umberto Dal Maso, 51, di Trapani; Francesco Sassone, 38, di Cassano Ionio (Cs); Tommaso Caporale, 34, di Cosenza; Egidio Esposito, 69, di Lamezia; Adelina Nesci, 43, di San Lucido (Cs); Giovanni Antonio Bruno, 45, di Scanzano Jonico (Mt); Maria Concetta Sinatra, 74, di Paternò (Ct); Vincenzo Scerra, 68, di Catania; Vincenzo Loiero, 55, di Paola (Cs); Antonino De Lorenzo, 60, di Acquappesa (Cs); Laura Di Renzo, 49, di Roma; Giacomo Guido, 47, di Amantea (Cs); Annunziata Tripodi, 66, di Mongiana (Vv); Antonio Borrello, 69, di Pizzo (Vv); Fernando Gidaro, 44, di Catanzaro; Rosario Palaia, 53, di Catanzaro, saranno ascoltate dai giudici il prossimo 22 maggio, data della prima udienza del procedimento.