Catania, operazione “Padrini”: tutti i dettagli sulla confisca di 500mila euro al clan Santapaola-Ercolano

Dia: logo Direzione investigativa antimafia centro operativo di CataniaIl Centro Operativo D.I.A. di Catania ha eseguito in Paternò (CT) su decreto emesso dal Tribunale etneo, Sezione Misure di Prevenzione, un decreto di confisca nei confronti di SINATRA Rosario (Paternò, 14.10.1973), già condannato per mafia in quanto facente parte del clan mafioso “SANTAPAOLA-ERCOLANO”, in particolare della costola operante nei paesi etnei di Paternò e Bronte.

Con il decreto è stata disposta la confisca di una impresa, di un immobile adibito a capannone e rapporti bancari riconducibili al SINATRA.

Le indagini patrimoniali, espletate dalla D.I.A, su delega del Procuratore Distrettuale della Repubblica di Catania avevano evidenziato consistenti profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto dai soggetti indagati, tali da fondare la presunzione, accolta dal Tribunale, di una illecita acquisizione patrimoniale.

SINATRA Rosario  è stato per la prima volta tratto in arresto nel 2007 a seguito di ordinanza emessa dal Tribunale di Messina in quanto indiziato di concorso esterno  nell’associazione mafiosa denominata “cosa nostra” di Mistretta e condannato con sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti nel 2008.

Nello stesso anno veniva nuovamente tratto in arresto in esecuzione di ordinanza emessa dal Tribunale di Catania nell’ambito dell’operazione “I Padrini” in quanto gravemente indiziato di associazione mafiosa. Nell’ambito dell’operazione “Padrini” è stta scardinata l’organizzazione criminale che  esercitava il potere criminale nella città di Paternò; la predetta operazione ha fatto si che le persone  condannate per associazione di tipo mafiose siano 19, tra le quali il SINATRA Rosario ha riportato la condanna più inflittiva dell’intero gruppo, pari a 19 anni e 8 mesi di reclusione. L’organizzazione mafiosa imponeva la propria egemonia con forza nel comprensorio paternese, asfissiando le attività imprenditoriali insistenti sul territorio.

I beni sottoposti a confisca raggiungono un importo complessivo di circa 500 mila euro:

–         la EDEL Sas, con sede in Paternò (CT);

–         un immobile adibito a capannone ubicato in Paternò;

–         conti correnti intestati alla EDEL Sas.