La Cassazione annulla l’ergastolo per Domenico Cutrì, si dovrà chiarire meglio il movente

cutrìProcesso da rifare per Domenico Cutrì,  protagonista di una “spettacolare” evasione lo scorso 3 febbraio a Gallarate, in provincia di Varese,  nella quale perse la vita il fratello Antonino. Lo ha deciso  la prima sezione penale della Corte di Cassazione che ha annullato, con rinvio, la sentenza di condanna all’ergastolo nella parte  relativa al movente per il quale Cutrì fu condannato al carcere a vita. A renderlo noto sono stati i difensori di Cutrì, gli avvocati Armando e Clara Veneto.

Cutrì, in ogni modo, resta in carcere. I legali sono riusciti a fare accogliere ai giudici il principio che anche le prove successive alla condanna possono essere oggetto di valutazione.L’uomo, dopo l’arresto per l’evasione, ha confessato il delitto per il quale ha subito la condanna ma affermando una motivazione diversa da quella che era sempre stata data dall’accusa.

L’arresto di Cutrì arrivò dopo tre anni di latitanza mentre era insieme al fratello Antonino, in seguito alla condanna per l’omicidio del polacco 22enne, Luckasz Kobrzenieki, avvenuto nella notte tra il 15 ed il 16 giugno del 2006 a Trecate, in provincia di Novara. Secondo l’accusa, quella notte Cutrì si trovava a bordo dell’auto dalla quale furono sparati i colpi di pistola che uccisero il 22enne polacco, da qui, la condanna a 16 anni di carcere,con rito abbreviato, per l’esecuzione materiale dell’omicidio.