A Campo Calabro (RC) amministratori dell’area dello Stretto a confronto: “la bassa qualità dei servizi comunali tutta colpa del patto di stabilità?”

IMG_9654Tares, tasi, iuc, ici, imu eccetera . Le sigle più odiate dagli italiani, ed in particolare dai reggini, sfilano impietose  nell’Aula del Consiglio Comunale di Campo Calabro , davanti ai sindaci dell’Area dello Stretto . A farle scorrere sul tapis roulant del patto di stabilità interno, fra giustificazioni, brusii del pubblico e video a fumetti  è il Gruppo Consiliare di Passione Civile, la lista che ha sfidato la maggioranza del sindaco  Idone alle elezioni comunali del 2012 e che sta all’opposizione in Consiglio Comunale. L’incontro infatti, dal titolo “ FISCALITA’  ED ENTI LOCALI : una sfida fra qualità dei servizi comunali ed i vincoli del patto di stabilità”, oltre a richiamare un pubblico numeroso di “contribuenti”, ha riunito  nell’Aula intitolata al Giudice Scopelliti  tutti sindaci del comprensorio, Idone di Campo Calabro, Repaci di Fiumara, Vizzari  di San Roberto . Per Villa san Giovanni invece il Vice Sindaco Messina e l’assessore Siclari. Ma non solo : componenti delle consulte di Villa e Campo, il Presidente del Consiglio Comunale di San Roberto Milana, l’assessore al bilancio di Campo Calabro Calarco, consiglieri comunali . Gli ingredienti c’erano quindi tutti perché Sandro Repaci,sfidante di Idone nelle ultime elezioni comunali e leader dell’opposizione,  che ha coordinato  e concluso i lavori  approfittasse di un parterre che non si vedeva da anni nel comprensorio per avviare assieme al suo Capo Gruppo Consiliare Francesco  Santoro per avviare una riflessione sul rapporto fra le tasse comunali ed i servizi resi. Il fatto che l’evento si sia svolto per intero in diretta streaming, uno dei cavalli di battaglia dell’opposizione che chiede da due anni la diretta dei consigli comunali, ha reso l’incontro certamente più intrigante dal punto di vista del contrasto fra le tesi. L’argomento è stato introdotto dal dr. Massimo Accurso, dottore commercialista e revisore dei conti che ha sottolineato come l’inefficienza dei servizi comunali divisibili ed indivisibili si scontri con costi che oramai non è più possibile sostenere con le entrate di parte corrente finanziandole con i tributi locali, al cui aumento non corrisponde mai un aumento della qualità dei servizi. La ricetta delle Unioni fra i comuni  – ha detto Accurso – è un rimedio ineludibile  perche consente di analizzare costi comparati e decidere se tenere in casa o esternalizzare i servizi il cui accorpamento determina risparmi.  Come era prevedibile ,il patto di stabilità ed i vincoli per non sforarlo sono stati gli argomenti  con i quali Idone, Stefano Repaci, Roberto Vizzari e Antonio Messina  nei successivi interventi hanno giustificato  le difficoltà dei comuni e la scarsa qualità dei servizi , riconoscendo come le Unioni fra i Comuni siano la prossima necessaria frontiera di efficienza. A rilanciare la palla in maniera critica, ma ricca di riferimenti legislativi e di note legate alla realtà nel campo dei tributi locali a Campo Calabro, è stato Francesco Santoro, documentatissimo ed agguerrito Capo Gruppo dell’opposizione, che ha vivisezionato la tares e l’imu dimostrando come per esempio a Campo Calabro le tariffe siano state aumentate in maniera irrazionale ed illustrando le battaglie dell’opposizione per una redistribuzione maggiormente equa delle tariffe .Santoro ha poi lanciato l’idea della carta comunale dei servizi quale strumento per misurare una efficienza dei servizi che la stessa struttura di alcuni tributi valorizza in maniera premiante.   E’ stato Sandro Repaci, nelle sue brevi conclusioni a distaccarsi dalle cifre ricordando come le criticità nel campo dei servizi comunali e della riscossione dei relativi tributi siano legati ad una strutturazione obsoleta degli uffici comunali e ad un vistoso sottoutilizzo delle risorse informatiche . “Il patto di stabilità interno – ha concluso il leader di Passione Civile – non può diventare il tormentone dietro il quale nascondiamo inefficienze e calcoli elettorali . I servizi comunali sono in diritto per tutti e non un favore elargito a pochi. Per affrontare in maniera nuova e non “difensiva” questa sfida sono necessari si vuole passione, competenza,applicazione , ma soprattutto una grande dose di coraggio.