Calabria, il centro/sinistra: “dopo le dimissioni di Scopelliti, in consiglio regionale situazione surreale”

scopellitiIn Consiglio regionale si e’ determinata una situazione cosi’ surreale che solo un artista come Salvador Dali’ sarebbe in grado di rappresentarla“. Queste le parole con le quali il capogruppo del Pd Sandro Principe ha aperto una conferenza stampa convocata dall’intera minoranza dopo aver abbandonato i lavori della conferenza dei capigruppo. La prima questione sollevata da Principe, che era affiancato da Antonio Scalzo, Giuseppe giordano, Giuseppe Bova, Damiano Guagliardi, Pasquale Maria Tripodi e Francesco Sulla, e’ stata la mancata presentazione delle dimissioni del presidente Scopelliti alla Segreteria generale del Consiglio. “Le dimissioni, ci dicono – ha affermato Principe – arriveranno per posta. Ma quando? Esse certificano, intanto, il fallimento di un’azione politico-amministrativa che dura da quattro anni. Un fallimento nei fatti, visto l’assenza di risultati ed innovazioni in ogni settore della vita regionale. Incertezza che e’ la dimostrazione di un atteggiamento poco leale da parte della maggioranza”. “Non vogliamo essere andreottiani – ha detto ancora Principe – perche’ non siamo abituati a pensar male, ma ci chiediamo quale coda puo’ avere questa legislatura che di fatto e’ ormai finita. La formalizzazione delle dimissioni in Consiglio consentirebbe, invece, di individuare il percorso nel quale affrontare le questioni ancora da definire. Tra queste la seconda lettura della modifica dello Statuto, la conseguente modifica della legge elettorale e la discussione dell’assestamento del bilancio per risolvere l problematiche piu’ urgenti che riguardano i calabresi. In conferenza dei capigruppo, la maggioranza si e’ presentata con un progetto di legge elettorale gia’ pronto, sul quale non possiamo che trasmettere una non condivisione assoluta. Primo, perche’ prevede tre soli collegi elettorali in Calabria, e noi vogliamo che le circoscrizioni rimangano cinque, come prevede la legge quadro nazionale; introduce il voto disgiunto, fatto disdicevole sul piano etico e morale e che accende una tendenza al trasversalismo che noi non abbiamo mai coltivato, e non prevede la doppia preferenza di genere. Una legge che rischia anche di essere messa in mora dal Governo“. Giuseppe Bova (Gruppo Misto) ha sostenuto che “il centrodestra ha perso i buoi, ma noi non vogliamo essere complici della gestione delle corna“, definendo “questo comportamento un problema davanti ai calabresi ed all’intera nazione, con una legge elettorale scritta sottovoce che porrebbe piu’ problemi di quelli che intende risolvere ed un assestamento di Bilancio di cui non c’e’ traccia nemmeno nelle delibere di Giunta ed intanto si imbrogliano i calabresi“. Da qui la decisione della minoranza di abbandonare i lavori della Conferenza dei presidenti dei gruppi, “dove – ha concluso Bova – abbiamo visto il lampo e siamo usciti prima che scoppiasse il tuono“.