Briatore tuona da Reggio Calabria: “in Italia non investo più, qui servirebbe una rivoluzione”

Flavio Briatore 02Io in Italia non investo piu‘”: Flavio Briatore, l’imprenditore del “Billionaire” e del talent-sout “The apprentice”, spara a zero contro la burocrazia in un’intervista pubblica a Reggio Calabria con il direttore di Chi Alfonso Signorini e di Panorama Giorgio Mule’ a chiusura della manifestazione “Panorama d’Italia”. “Un imprenditore investe in un Paese dove ci sono le condizioni per farlo“, ha spiegato: “Io in Sardegna ho investito per anni e mi sono reso conto, alla fine, che non puoi fare le cose. La burocrazia che c’e’ qui non esiste in nessun altro Paese“. Secondo l’imprenditore, “in America come in Kenya abbiamo fatto cose in due anni che in Italia ce ne volevano otto. La gente qui non investe piu’ perche’ ha paura, in questo Paese le leggi vengono sempre interpretate in vario modo, non danno sicurezze. La burocrazia e’ quel che ha danneggiato di piu’ l’Italia, quelli che per colpa dei burocrati non investono piu’, come me, sono tanti. Ci vorrebbe una rivoluzione“.
Flavio BriatoreIn un Paese normale ci dev’essere mobilita’ lavorativa“, ha proseguito Briatore, “qui in Italia le start-up fanno fatica a decollare. Qui in Italia facciamo riforme sui giornali, ma non in concreto. In Spagna hanno introdotto la mobilita’ sul lavoro e ci sono state proteste infuocate, poi tutto e’ rientrato e la riforma e’ passata. Ci vuole flessibilita’. E chi lavora bene perche’ deve guadagnare quanto chi e’ assenteista?“. Sul problema degli stipendi dei manager, Briatore dice che “uno che produce e crea ricchezza deve essere pagato, il contrario e’ demagogia. Il problema e’ che la gente dev’essere pagata in base ai risultati. In Italia il problema e’ che la gente viene liquidata dopo aver fatto danni alle Fs e mandata all’Alitalia!“. “Sono stato azionista di Unicredit – ha inoltre rimarcato – abbiamo avuto un presidente che ha fatto danni, credo 15 miliardi di danni, lo hanno liquidato con 38 milioni e l’hanno mandato in un’altra banca in crisi“. “Io non credo che abbassando lo stipendio a 50 manager risolviamo il problema dell’Italia, lo dice il mercato, non Briatore“. “Certi manager sono l’espressione della politica. E fanno danni perche’ sono incapaci. Poi il vero dramma dell’Italia e’ che quando hai un operaio che prende 1.200 euro all’azienda costano 2.500 e questa differenza va nel calderone del costo della politica e della burocrazia“.

Flavio Briatore 01Ci vuole una rivoluzione nel mondo del lavoro, l’Italia e’ stata superata da tanti altri Paesi proprio per mancanza d’investimenti, di servizi e di amore per il fare“, ha aggiunto Briatore. “A Marbella ho avuto una licenza di un Billionaire in due settimane. Qui il sistema ostacola. Enrico Letta ha fatto il giro delle parrocchie per trovare investimenti stranieri, poi e’ andato in Kuwait dove c’e’ un fondo sovrano che amministra 350 miliardi di dollari e gli ha dato 500 milioni, come per levarselo dalla balle. Quelli del Qatar, che hanno investito molto in Sardegna, si sono visti trattare a pesci in faccia. Gli amministratori italiani viaggiano poco, non parlano le lingue e non conoscono il mondo“. Briatore si e’ infine difeso dall’accusa di essere eccessivo, il simbolo della cafonaggine: “Certo, il Billionaire e’ una provocazione, intanto abbiamo 62 negozi, le discoteche sono 12 e ne ho vendute la meta’ a un gruppo di Singapore, mi va benissimo che mi diano del cafone, quelli che lo fanno sono dei poveracci. Al Billionaire sono venuti tutti, chi lo critica e’ perche’ non li ho fatti entrare. L’anno scorso e’ venuto a Montecarlo il re della pubblicita’, Martin Sorrell, e l’ho buttato fuori. Non ho paura di nessuno perche’ non sono ricattabile. La cultura del Billionarie e’ una sola: fare robe che funzionano, dove la gente che lavora prende regolarmente il suo salario“.

++ Renzi,fondamentale prima lettura riforme entro europee ++Matteo Renzi va avanti come un bulldozer e bisogna supportarlo” ha detto anche Briatore, che ha definito il premier “molto coraggioso e determinato, e poi – ha aggiunto – c’e’ una cosa che mi piace: decide, mentre per tutti i politici avuti finora l’importante e’ rimanere dove sono. Matteo sta dicendo cose giuste, speriamo gliele lascino fare, ma adesso e’ difficile fermarlo. Dal mio punto di vista, va supportato“.  Briatore ha poi rivelato di non aver votato alle ultime elezioni “perche’ vivo all’estero e le schede sono arrivate due mesi dopo” ma che comunque “il problema e’ che sinistra e destra non esistono piu’. Chi ne parla ancora e’ fuori dal tempo“. Ora, dopo vent’anni, “c’e’ qualcuno che sta facendo, lasciamolo fare“. Ed infatti “tra Forza Italia senza Berlusconi e chi sta facendo” la sua preferenza andrebbe a “chi sta facendo“. A proposito di Berlusconi, Briatore l’ha definito “un grande amico” e ha aggiunto che “la sua situazione e’ umiliante per il nostro Paese“. L’imprenditore ha ricordato che l’ex presidente del Consiglio ha comunque un’azienda che “ha dato lavoro a centinaia di migliaia di persone…“. Piu’ in generale, e “al di la’ dei vecchi steccati destra-sinistra“, “dobbiamo supportare chi fa“. E per concludere, Briatore ha fatto un esempio: “In Sardegna quando c’e’ stata l’alluvione, Letta ci e’ stato 37 minuti. Nel nostro villaggio abbiamo circa 100 dipendenti che vivono li’ e abbiamo accolto un centinaio di alluvionati. Abbiamo raccolto in una settimana 250 mila euro… La politica invece cos’ha dato? Zero“.