Arrestato il superlatitante Antonio Lo Russo, si nascondeva a Nizza

Antonio Lo RussoE’ stato catturato a Nizza, sulla Costa Azzurra in Francia, il superlatitante e boss della camorra, Antonio Lo Russo. L’uomo è stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli, ma sono ancora frammentarie le notizie relative all’arresto.
Antonio Lo Russo, figlio del boss Salvatore, boss dell’omonimo clan dei “Capitoni” e ora collaboratore di giustizia, era latitante da maggio 2010 quando sfuggì alla notifica di una misura restrittiva per associazione di stampo camorristico. Insieme con lui è stato arrestato anche il cugino Carlo Lo Russo. Il 33enne era inserito nell’elenco dei 100 latitanti più pericolosi redatto dal ministero dell’Interno. Antonio Lo Russo era balzato agli onori della cronaca anche perché fu immortalato in una serie di foto scattate a bordo campo nello stadio San Paolo, nel corso di alcune partite di calcio disputate nell’impianto sportivo di Fuorigrotta, nel 2010. Lo Russo è stato catturato dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli, unitamente alla Gendarmeria francese, nell’ambito di un’operazione coordinata dalla Dda partenopea. Il 33enne era latitante da maggio 2010 perché condannato a venti anni di reclusione a seguito di un giudizio abbreviato. Carlo Lo Russo è stato arrestato insieme al cugino Carlo Lo Russo detto “Lellè”, 24enne latitante dal 10 marzo 2014 per il tentato omicidio di Giovanni Lista. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle 10.30 di domani presso la Procura di Napoli.

Oggi, Antonio Lo Russo, pericoloso latitante ricercato in ambito internazionale, e’ stato assicurato alla giustizia. E’ un altro grande successo ottenuto grazie all’eccellente coordinamento tra Direzione Distrettuale Antimafia,Carabinieri e Gendarmeria francese. Cosi’ e’ stato possibile procedere,a Nizza,alla cattura del latitante”.Questo il commento del ministro degli interni Angelino Alfano sulla cattura di Lo Russo. Il ministro si e’ congratulato con il Comandante dei Carabinieri, generale Leonardo Gallitelli.