Ambiente, da sabato campo Lipu per tutela rapaci su Stretto di Messina

rapaciVengono dall’Africa sub-sahariana, attraversano deserti e mari, sorvolano la Sicilia e approdano sulle coste calabresi. Quasi 20mila esemplari di falco pecchiaiolo che passano in migrazione in questo periodo sullo stretto di Messina, insieme a altre numerose specie di rapaci migratori, sono sotto stretta osservazione dei volontari della Lipu-BirdLife Italia, impegnati nel nuovo campo da sabato 24 fino al 10 maggio. Scopo del progetto è l’osservazione e il monitoraggio ma anche con un’essenziale funzione di vigilanza e segnalazione alle forze dell’ordine contro il bracconaggio, ancora presente in questa area della Calabria. Anche quest’anno i volontari terranno un diario delle osservazioni sulla pagina Facebook della Lipu. Con il Bosforo e Gibilterra, lo Stretto di Messina è infatti il più importante corridoio europeo per la migrazione degli uccelli. Sono circa 30mila i rapaci che ogni anno lo attraversano, nel viaggio che dall’Africa li porta verso i luoghi di nidificazione, in Italia o nel resto d’Europa. Ma proprio per la straordinaria quantità di migratori, lo Stretto di Messina resta un luogo pericolosissimo per gli uccelli che lo attraversano, a causa di un bracconaggio che continua a persistere, specialmente nel versante calabrese. Il campo sullo Stretto sarà inoltre in contatto con lo staff Lipu che dallo scorso 20 marzo sta effettuando il Progetto rapaci migratori sulle isole minori della Sicilia, da Pantelleria a Marettimo, da Ustica a Panarea fino alle sponde siciliane dello Stretto: il passaggio dei falchi e degli altri migratori vengono comunicati da anche agli attivisti presenti sul versante calabrese, con lo scopo di individuare la rotta verso la penisola e proteggerne il passaggio. ”Siamo presenti sullo stretto dal 1984 – dichiara Fulvio Mamone Capria, presidente della Lipu – e da allora non siamo mai mancati, contribuendo a combattere un fenomeno che ora è in declino, sebbene non ancora spento. Anche quest’anno si aggiungerà un nucleo di guardie venatorie volontarie Lipu, provenienti da diverse città italiane, che porteranno un contributo di conoscenza e professionalità”. Tra gli uccelli, rapaci e non, che attraversano lo Stretto e cadono vittima dei fucili, ci sono le cicogne, le albanelle, i falchi di palude ma soprattutto i falchi pecchiaioli, localmente detti ‘adorni’, che per ragioni di superstizione restano il bersaglio preferito dai bracconieri calabresi. “Per questo – prosegue il presidente della Lipu – dobbiamo seguitare la lotta al bracconaggio, come la Lipu continuerà a fare anche grazie al contributo fondamentale della nostra sezione inglese, capitanata da David Lingard, a cui va il ringraziamento più sentito e all’encomiabile lavoro del Corpo forestale dello Stato che anche quest’anno sarà presente con gli uomini del Nucleo operativo antibracconaggio”.