Allarme Ebola in Sicilia: ma qual è la verità?

EBOLA-4Gira già da diverse ore in rete l’inquietante notizia di un sospetto caso di Ebola in Sicilia, in particolare a Siracusa. Inevitabile l’ondata di allarmismo generata da questo caso non ancora accertato. Ma la Federazione Nazionale Aziende Sanitarie Private, fa sapere tramite il proprio sito che “nella sventurata ipotesi” che il caso possa essere confermato, la ”FeNASP stigmatizza l’assoluta mancanza di un’efficace programmazione sanitaria”. Secondo la Federazione si tratterebbe di una “vergogna che mette in grave pericolo la salute pubblica”. “E’ davvero scandaloso - si legge ancora sul sito della Federazione – che nessuna struttura sanitaria pubblica in Sicilia possa effettuare l’esame per la diagnosi di infezione da Ebola”. 

Tale denuncia viene rafforzata, in qualche modo, anche dalle dichiarazioni scritte sul proprio profilo Facebook da Magdi Allam, politico egiziano, naturalizzato italiano, che fa riferimento a un articolo postato da Ferdinando Termentini. Quest’ultimo sottolinea come la Sicilia sia “destinata ad accogliere giornalmente migranti provenienti dall’Africa”. Termentini evidenzia ancora come sia impossibile placare la preoccupazione degli abitanti delle zone immediatamente vicine agli sbarchi, affermando: “Non è del tutto comprensibile l’affermazione che essendo la durata dell’incubazione al massimo di 21 giorni, si esclude la possibilità che la malattia possa manifestarsi in un migrante giunto in Italia. Non viene detto, però, quale garanzia si abbia che fra i 21.000 che sono sbarcati sulle coste italiane e molti dei quali ormai in giro per il nostro Paese e forse anche in Europa, al momento dello sbarco qualcuno non avesse incubata l’Ebola”. Qui, l’ex ufficiale, fa riferimento ai telegrafici comunicati emanati dal Ministero, che tenta di rassicurare la popolazione ribadendo che “il rischio di importazione dell’infezione in Italia è assolutamente remoto”.

Intanto, risulta difficile fermare l’allarmismo che si sta scatenando su questo probabile caso di Ebola a Siracusa. Magdi Allam scrive infatti: “La morte di un clandestino a Siracusa sbarcato con il corpo pieno di piaghe e la scarsa informazione governativa e ufficiale sul possibile contagio del virus Ebola nel nostro Paese, non ci rassicura affatto. Noi italiani abbiamo il diritto di essere correttamente e adeguatamente informati sul rischio sanitario legato agli sbarchi ininterrotti di migliaia di clandestini provenienti dall’Africa dove si registra l’epidemia e dove si contano i morti”. E il politico egiziano per molti potrebbe avere ragione, per altri si serve di questo caso per fomentare una reazioni a problemi prettamente politici. I pareri in rete sono davvero contrastanti.

Il dubbio a questo punto risiede in due punti: o si genera un allarmismo inutile oppure effettivamente il Ministero non fornisce tutte le informazioni necessarie per tranquillizzare i cittadini. Ciò che è certo è che gli operatori che lavorano nei centri di accoglienza dovrebbero quantomeno essere preparati a riconoscere un caso di Ebola ed eventualmente a fronteggiarlo, evitando appunto di spargere il panico e di far sì che l’epidemia possa allargarsi, qualora fosse accertata l’esistenza reale della sindrome.