Aeroporto dello Stretto, la SOGAS apre alla privatizzazione: “ma servono fatti, non parole”

aeroporto dello strettoLe porte della SO.G.A.S. SpA sono apertissime, soprattutto per Confindustria. Si badi bene, però, che l’Aeroporto dello Stretto, oggi più che mai, ha bisogno di fatti e non parole“. Questo il commento del Presidente del CdA Sogas, dott. Carlo Alberto Porcino, sulle recenti dichiarazioni del Presidente degli industriali reggini. “Per questo – prosegue Porcinosiamo disponibili al dialogo ed al confronto con tutti, come lo siamo sempre stati. Ovviamente non intendiamo perdere tempo ma pretendiamo solo di vederci chiaro. In questo caso proponiamo a Confindustria, prima di parlare sulla stampa di due diligence e ristrutturazioni varie, di voler cortesemente accettare, intanto, il nostro invito al confronto ed al dialogo in una modalità da noi ritenuta idonea poiché aperta e pubblica, senza filtri, senza barriere e senza ipocrisie. Inviteremo formalmente, infatti, il Presidente di Confindustria Ing. Andrea Cuzzocrea a partecipare, se lo riterrà, ad uno “streaming – audit” da svolgersi in aeroporto. Un incontro che sarà trasmesso in diretta live sul nostro canale youtube e, quindi, visibile a tutti liberamente. Sarà un modo tecnologico e sicuramente efficace e trasparente per confrontarsi in modo costruttivo. Con i rappresentanti di Sogas SpA e di Confindustria seduti gli uni di fronte agli altri, con a disposizione cinque domande e cinque risposte a testa. Per capire se davvero si fa sul serio, per metterci la faccia, così come la mettiamo noi ogni giorno nell’esclusivo interesse dell’Aeroporto dello Stretto. Chiederemo di prendere parte a questo incontro anche al Presidente Raffa in rappresentanza del socio di maggioranza, Provincia di Reggio Calabria, unicamente grazie al quale fino ad oggi la Società di Gestione dell’Aeroporto sta “resistendo” ad un destino altrimenti segnato dai pesanti debiti del passato. Sulla nostra gestione abbiamo tutte le carte sono in regola – sottolinea Porcinocosì come i nostri bilanci che finalmente sono chiari e trasparenti. A differenza di quanto accadeva nel recente passato. Parlando di privatizzazione una cosa è certa: sono finiti i tempi dei “saldi di fine anno”! Quando, ad esempio, si è addirittura rischiato follemente di “svendere” l’aeroporto per soli 500 mila euro!!! Finché ci saremo noi alla guida di questa Società di Gestione non accetteremo mai simili proposte irricevibili. Anzi, pretenderemo che chiunque sia davvero interessato, sia esso un imprenditore reggino, messinese, russo, arabo o israeliano, debba possedere determinati requisiti. L’identikit del partner privato che Sogas SpA ricerca è: un socio che provenga dal settore delle gestioni aeroportuali e che possa dimostrare ampia e provata esperienza in questo campo ma, soprattutto, sufficienti garanzie ed elevata solidità finanziaria a fronte di un piano industriale pluriennale con obiettivi chiari e condivisi. In meno di 30 giorni, per come stabilisce la legge, se davvero Confindustria è interessata – aggiunge Porcino – dopo il primo confronto preliminare potremo sempre avviare la due diligence, vera e propria, fornendo in virtual data room tutta la necessaria assistenza ai team potenzialmente interessati senza tempi lunghi ed alti costi di esecuzione del passato. Quanto alla ristrutturazione aziendale della Sogas SpA, riteniamo superfluo ribadire come tutto sia già in corso d’opera da tempo, in abbondante stato di avanzamento. Siamo sempre aperti, anche in questo caso ai consigli quando sono costruttivi. Anche in questo caso Confindustria potrebbe ad esempio dare subito un segnale concreto sottoscrivendo quote del prestito obbligazionario, promuovendo forme di class action per lo svincolo di fondi dovuti o per aiutare il Gestore nei confronti delle compagnie aeree morose, fornendo il suo qualificato supporto in modo gratuito magari partecipando alla Commissione di Gara per la nuova aggiudicazione della mera esecuzione dei lavori per la realizzazione della nuova aerostazione, unirsi a noi in modo convinto nella strenua “battaglia” che stiamo conducendo per la conquista del regime concessorio totale o trentennale in favore del Gestore. Sono solo alcuni esempi concreti di immediata realizzazione. La nostra spending review e la ristrutturazione aziendale che stiamo portando avanti da quasi tre anni – sintetizza Porcinoha già fatto scendere la spesa per il costo del personale, che prima incideva per il 93% sul bilancio, ridotto dagli oltre 4 milioni e 200 mila euro del 2010 ai 2,4 milioni attuali a parità di servizi, in buona parte oggi internalizzati, con il ricorso alla Cassaintegrazione, con la revisione del costo del lavoro e con una attenta politica di rigore e flessibilità del personale. Tutto sempre dialogando con i sindacati. Tutto senza perdere un solo posto di lavoro. Ciò chiarito, secondo noi, qualsiasi privatizzazione è oggi possibile senza la necessità di paventare licenziamenti. Naturalmente ci rendiamo conto, invece, benissimo che la presenza di un eventuale amministratore delegato di nomina da parte privata, nel dover fare gli interessi dell’imprenditore e non dell’Ente Pubblico, potrebbe invece non considerare la necessità di rispettare e garantire gli attuali livelli occupazionali. L’esperienza insegna, infatti, che qualsiasi operazione di ristrutturazione aziendale in campo privato avviene tipicamente in casi di acquisizione e fusione di aziende. La riorganizzazione della produzione e delle attività lavorative ha lo scopo di migliorare l’efficienza e ridurre i costi. Di frequente è fra i primi provvedimenti presi per contenere le perdite aziendali; la riduzione del costo del lavoro, diversamente da altre voci di costo, non ha costi fissi che si sostengono comunque anche in caso di perdita né salari e stipendi sono finalità del capitale di debito. Il diritto fallimentare riserva agli amministratori delegati il potere di presentare istanza di fallimento in tribunale, anche per società con i bilanci in attivo. La ristrutturazione comporta dequalificazioni nelle mansioni professionali e un ingente numero di licenziamenti il cui impatto è attenuato ricorrendo ad “ammortizzatori sociali” come la cassa integrazione. La Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto ha da tempo avviato seriamente un iter per la sua privatizzazione parziale. L’attuale CdA non solo ha proseguito in tale iter ma ha anche adottato la scelta di aumentare la quota destinata ai privati elevandola al 40%, il massimo consentito dalla legge trattandosi di una procedura per bando già in corso d’opera all’atto dell’insediamento. Ma questo gli industriali reggini lo sanno già benissimo, anche se poi sulla stampa si finge di non ricordarlo, visto e considerato che anche autorevoli esponenti della attuale giunta di Confindustria avevano in un primo tempo manifestato interesse salvo poi non procedere oltre, impedendo di fatto l’avvio di qualsivogliadue diligence. E non basta. – rilancia PorcinoCome gli industriali sanno altresì benissimo, per averne parlato più volte in diverse occasioni con i relativi vertici di questa associazione, che il sottoscritto, in qualità di Presidente del CdA Sogas SpA, ha addirittura proposto per iscritto ai nostri soci la necessità, una volta completato l’iter sopra richiamato e qualora lo stesso non fosse andato a buon fine, di realizzare un nuovo bando per avviare una privatizzazione addirittura al 51% finalizzata unicamente a soggetti privati con provata e pluriennale esperienza nel settore delle gestioni aeroportuali nonché una dimostrabile solidità finanziaria. Solo così un privato di settore potrebbe avere davvero il controllo ed operare tranquillamente per il rilancio della società e dell’aeroporto. Sul punto però sono i soci a doversi esprimere decidendo nel merito“.