25 Aprile, Nicolò: “nella resistenza in Piemonte mille calabresi da non dimenticare”

NicoloAlessandroLa giornata del 25 aprile è un evento nazionale ed indiscutibilmente fondamentale per i valori che rappresenta ed i significati storici a cui tutti siamo legati, ma sia anche motivo per rafforzare i legami di unitarietà nazionale, in un momento di grave crisi economica e di messa in discussione di un modello di sviluppo che spesso è stato severo con il Mezzogiorno italiano”. Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò, che aggiunge: “La Resistenza e la liberazione dal nazifascismo appartengono a tutti e tutti intendiamo difenderne la centralità nel sistema valoriale della Repubblica italiana, perciò è importante ricordare che dei settemila giovani provenienti dal Mezzogiorno italiano che hanno attivamente preso parte alle vicende della Resistenza in Piemonte, mille erano calabresi. Lo scorso anno – spiega il Vicepresidente del Consiglio regionale – la Conferenza dei Presidenti dei Consigli assieme al Consiglio regionale del Piemonte ed al Comitato Resistenza e Costituzione, ha organizzato un convegno a Torino al quale ho volentieri preso parte, proprio perché è stato ribadito il contributo del Sud alla lotta di Liberazione in Piemonte, 1943-1945’, ma è evidente che la questione concerne la partecipazione dei meridionali al movimento di liberazione in tutto il Nord. Ebbene – afferma Nicolòi meridionali, con ruoli di ogni livello, a quelle vicende di fondazione della nostra Repubblica ci sono stati. Apportando un contributo decisivo e partecipando, con il loro sacrificio, alla nascita della democrazia e dell’unità del Paese, all’insegna dei principi fondamentali di libera ed uguaglianza. Mi auguro – conclude il Vicepresidente del Consiglio regionale – che soprattutto le scuole sappiamo tenere viva la memoria sul sacrificio di migliaia di giovani partiti dal Sud Italia per dare un contributo decisivo alla Resistenza ed alla fondazione della nostra democrazia che, dopo la nascita della Repubblica, in Calabria ed in altre parti del Mezzogiorno prese forma nelle lotte per la terra ingaggiate dai contadini contro il latifondo. Discutere oggi della Liberazione deve, tuttavia, voler dire che ci si sta prodigando per fornire esempi dignitosi alle nuove generazioni in cerca di una legittima affermazione dentro un mondo globalizzato e spesso sordo ai bisogni primari degli individui”. A proposito dei meridionali che hanno preso parte alla Resistenza, Nicolò li ricorda come “protagonisti che hanno lasciato il segno nella storia di questo Paese della cui unità occorre essere fieri, difendendola, oggi soprattutto, attraverso atti finalizzati a ridurre il divario socio economico tra Nord e Sud che purtroppo è in preoccupante crescita”.