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Reggio, coordinamento Mir: “Scilipoti strumentalizza la questione Centrale a Carbone di Saline”

Nota Stampa Coordinamento Provinciale MIR RC:

Il sen. Domenico Scilipoti evidentemente usa fare come il politico comune, strumentalizza la notizia del momento per avere il suo attimo di gloria che potrebbe portargli qualche voticino. Di politici di questo tipo, ne conosciamo a bizzeffe, ormai li abbiamo “sgamati”! Si parla adesso del sequestro della Tirreno Power, così interviene sulla centrale a carbone di Saline Joniche. Senza rendersi conto, vista l’onda di euforia che l’ha travolto, che il paragone non esiste se non in chi non si ferma ad analizzare i dati. La Tirreno Power è una centrale a carbone pensata e realizzata negli anni sessanta, praticamente l’era giurassica della tecnologia. Da allora sono trascorsi ben cinquant’anni, CIN QUAN TA. La centrale a carbone di Saline invece appartiene ad una progettazione tecnologica di terza generazione ed è quindi all’avanguardia, ma ancora, caro senatore, non c’è. Se nel frattempo qualcuno abbia realizzato l’impianto, a noi non è dato saperlo. Seconda nota stonata è il fatto che la Tirreno Power sarà riavviata nel momento in cui adeguerà l’impianto alle disposizioni di legge per quanto riguarda le emissioni, questo lo hanno chiesto i magistrati, non noi. Vuol dire che non c’è una criminalizzazione generale sulle centrali a carbone, ma specifica verso la Tirreno Power. Non entriamo nel merito della veridicità dei dati in quanto la magistratura farà il suo lavoro da sé.
Lei continua a ripetere che occorre far uso delle energie alternative. Anche a noi piacerebbe vedere un mondo pieno di fiorellini, alberelli e bucato steso al sole, ma ahimè dobbiamo fare i conti col mercato e soprattutto con la domanda di energia che non accenna a diminuire, anzi…
L’Italia ad esempio ha avuto un boom del solare negli ultimi anni, cosa meravigliosa se non fosse che il boom è da legare agli incentivi dati dallo Stato, incentivi tra l’altro che siamo tutti noi a pagare nelle nostre bollette, sottolineiamo TUTTI, anche chi il pannello solare non lo vuole. Chiudiamo la parentesi sulle energie alternative (che occorrono comunque) la nostra società chiede efficienza e programmazione, cose che derivano dalla possibilità di garantire certezza di distribuzione energetica, qualità che le energie rinnovabili (cioè che si RINNOVANO se ci sono sole, vento, acqua…) non hanno. Le grandi industrie e gli ospedali, ad esempio, non possono aspettare il vento o fare la danza del sole per mantenere funzionalità immediata ai loro impianti e Lei che è un medico, dovrebbe saperlo.
Veniamo ora al turismo. Nell’immaginario comune il clima mite vuol dire luogo turistico. Non è così. Non basta avere la fortuna di vivere tutto l’anno in una condizione climatica privilegiata, servono i luoghi, che non sempre ci sono. Saline Joniche le sembra un luogo votato al turismo? Desidereremmo sapere a questo punto cosa l’abbia fatta giungere a questa conclusione, perché dire solo che una località ha vocazione turistica è troppo semplice. Restiamo in attesa pertanto della sua esplicazione di dati concreti, cosa che pretendiamo da chi rappresenta la NOSTRA regione. Saline Joniche è provvista di un sito INDUSTRIALE da cinquant’anni ed a noi non importa, se al tempo che fu, si diede spazio alla speculazione o meno, visto che il susseguirsi di cinquant’anni di amministrazioni locali non ha cambiato lo stato di fatto della zona, né tantomeno ha provveduto a modificare la destinazione d’uso dell’area. In un sito industriale non si può fare turismo, questo è un dato di fatto!!! Per noi è “inutile nasconderci il dito”, visto che guardiamo OLTRE il dito stesso, perché questa terra ha bisogno di essere rilanciata dal punto di vista economico e se l’occasione ci è fornita da una società “di fuori” che ci presenta la possibilità di avere una realtà industriale legale, lecita che rispetta le grandi restrizioni della legislazione italiana in materia di emissioni, ben venga la Sei Spa e ben venga la centrale a carbone.
Lei si chiede “che fine faranno le piccole e medie imprese”. Le rispondiamo presuntuosamente noi ed è padronissimo di prendere le nostre risposte con le pinze. Oggi non c’è piccola o medi impresa che stia vivendo momento positivo e se si fosse dedicato ad una passeggiata nella zona, si sarebbe reso conto dell’apatia e della solitudine economica che regna quasi a tutte le ore del giorno. Le piccole e medie imprese, con un impianto del genere, tornerebbero a lavorare, ecco cosa accadrebbe!
Preso dai Suoi infiniti impegni, probabilmente non avrà badato alla nostra nota di “richiamo” all’eurodeputato Patricielllo di qualche giorno fa, ma se volesse potremmo farglieLa avere. Questo solo per dirle che Lei è l’unico senatore che rappresenti la Calabria e che con i calabresi dovrebbe avere il buon senso di dialogare, senza schierarsi da una parte piuttosto che dall’altra. Tempo fa gli chiedemmo umilmente di riflettere sulle possibilità offerte dal progetto della Sei Spa e di discuterne con noi, Lei evidentemente ha preferito continuare a far da sé, cosa che noi non gradiamo perché in gioco c’è il nostro futuro, non il Suo. Non avremo forse modo di cambiare la mentalità gretta, ma abbiamo certamente la possibilità di combatterla!
Per concludere, siamo stanchi di chi forestiero viene a speculare sulla nostra terra, una terra che non conosce e non vuole conoscere, convinto che si trovi sempre di fronte a bestie con l’anello al naso. Siamo stufi di forestieri che vorrebbero decidere per noi, come se noi non avessimo la capacità di decidere da soli per mancanza di intellighenzia e sguardo al futuro. Siamo ben consapevoli che chi ci rappresenta a livello istituzionale, potrebbe dare questa impressione tant’è la costante indifferenza per la Calabria, ma Le garantiamo che esistiamo, leggiamo, ci informiamo e traiamo delle conclusioni.
Al bando questi forestieri, ben giungano coloro che invece vorrebbero darci una possibilità di rivalsa e nonostante gli interessi di lucro che ogni spa al mondo possa avere, ben venga quella società che ha pensato a noi.
Concordiamo con Lei che “Lo Spirito Santo ci illumini” ed aggiungiamo che protegga tutti coloro che da qualche giorno non porteranno più uno stipendio a casa, cosa di cui non ha fatto nemmeno accenno.
Ops…chieda alla signora Merkel se le centrali a carbone rappresentino REALMENTE un “tema obsoleto” ed in virtù del ruolo che ricopre chieda direttamente all’Amministrazione Provinciale il perché di “tale svolta” e poi la comunichi alla gente, non chieda risposte tramite stampa. Forse teme che delle risposte logiche poi non potrebbe renderle pubbliche?