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Reggina, continua a crederci: con il cuore di ieri puoi farcela davvero!

BarillaLa Reggina può ancora farcela: il pareggio di ieri sera, 2-2 al Granillo contro il Modena, è solo in apparenza un risultato deludente. Prima della partita, infatti, giustamente parlavamo di “vittoria obbligata” ma quanto è successo sul campo ha dimostrato che la squadra c’è e ci sarà sempre, fino alla fine del campionato. E poi i pareggi sono essenziali per fare punti ed essere “vivi”. Ne fossero arrivati anche solo 2-3 in più, con tutte quelle partite perse clamorosamente allo scadere o in modo rocambolesco sempre nel finale (le più recenti con Varese e Crotone, ma molte di più nel girone d’andata), la situazione sarebbe ben più rosea.
RegginaDopotutto la Reggina ha fatto solo 8 pareggi su 31 partite, mentre le dirette concorrenti si differenziano proprio in questo (9 il Padova, 10 il Bari e il Varese, addirittura 11 Novara e Cittadella, per non parlare di Brescia e Ternana che ne hanno fatti 13!). Non bisogna sempre e solo vincere, a volte è utile accontentarsi di un risultato comunque positivo e utile a muovere la classifica. La squadra è giovanissima, ieri i centrali di centrocampo in 3 facevano 55 anni (Pambou, Dall’Oglio e Bochniewicz, tutti “made in Reggina”) e per questo spesso si perde la bussola e si segue l’istinto più che il cervello.
Non è tempo di rimorsi e rimpianti: la Reggina c’è, è viva e l’ha dimostrato una volta per tutte ieri sera. Dopo due sconfitte consecutive, 1-4 contro il Crotone al Granillo e 4-0 a Empoli, la squadra ha reagito alla grande anche quando il Modena s’è portato in vantaggio sul risultato di 1-2 e in quel momento anche il più sfegatato tifoso si sarebbe lasciato andare. E in effetti così è stato. Allo stadio così come davanti alla TV, dopo la doppietta di Granoche tutti erano convinti di assistere all’ennesima imbarcata. Invece i ragazzi ci hanno messo il cuore, trascinati da un grande Di Michele. E poi il gol è arrivato con Barillà, reggino purosangue che più di tutti è simbolo della “regginità ritrovata” della squadra di cui parla Gagliardi.
Guardiamo la classifica: la Reggina è penultima con 26 punti, a -1 dal Padova, a -3 dal Cittadella, a -9 dal Novara e a -11 dal Bari che significherebbe salvezza diretta. Un risultato che oggi sembra un miraggio. Ma ancora mancano ben 11 partite alla fine del campionato. Un’eternità. In palio ci sono 33 punti. Tantissimi. La Reggina ospiterà al Granillo il Latina di Breda, poi il Cittadella nell’importantissimo scontro diretto, poi ancora il Brescia, il Cesena e infine la Ternana nell’ultima partita della stagione. Le trasferte, invece, sono più dure: sabato Pescara, poi lo scontro diretto col Padova, Palermo, Spezia, Siena e Avellino alla penultima giornata.
Per raggiungere i playout bisogna recuperare 5 punti al Novara, uno al Padova e 3 al Cittadella. Resta una missione difficile, ma non impossibile. Soprattutto se la squadra continuerà a metterci il cuore di ieri sera con il supporto del pubblico che al Granillo non è mai mancato con una media di 5.000 spettatori presenti sugli spalti nelle 16 gare casalinghe fin qui disputati. Forza ragazzi!