fbpx

Operazione “Romanzo criminale”: emergono i legami della cosca Patania con la politica vibonese

Comune di GerocarneMai nome fu più azzeccato. L’operazione “Romanzo criminale” che ieri ha portato a 11 fermi tra i membri del clan Patania nel comune di Stefanoconi, sembra essere “sceneggiata” da un copione alquanto grottesco. La Prefettura di Vibo Valentia ha sollevato un vero e proprio polverone sul “caso manifesto funebre” che, se non riguardasse una vicenda così torbida, farebbe perfino ridere.

All’indomani dell’omicidio del boss Fortunato Patania, capostipite dell’omonimo clan, ucciso con 11 colpi di pistola, l’amministrazione comunale di Stefanoconi, “afflitto dalla grave perdita”, ha pensato bene di esprimere tutto il suo dolore in un manifesto funebre che ha tappezzato i muri cittadini. Si leggeva: “Comune di Stefanaconi, il sindaco, il presidente del consiglio e tutta l’amministrazione comunale partecipano al dolore che ha colpito la famiglia Patania per la perdita del caro Fortunato“.

Un municipio a lutto, insomma, per la morte del “caro Fortunato”. Sembra superfluo interrogarsi sui legami della cosca Patania con la politica vibonese, soprattutto se consideriamo che Bruno Patania, fermato ieri, è stato assessore del vicino Comune di Gerocarne. Ma il manifesto parla da solo; più chiaro di così. Magari, giusto per smorzare un po’ i toni, l’amministrazione comunale avrebbe potuto scrivere “non fiori, ma opere di bene”, una frase che in queste circostanze, si sà, fa sempre un certo effetto.