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Messina, i sindacati tuonano: “non consentiremo di giocare con lavoratori e Teatro”

Teatro di MessinaLe sigle sindacali SLC-CGIL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL e S.A.Di.R.S., in una nota congiunta sono intervenuti in merito alla situazione del Teatro “Vittorio Emanuele” di Messina, e alla richiesta, da parte di un’altra sigla sindacale, del “premio di produzione” per il 2013. Richiesta giudicata “eticamente deprecabile” e “inopportuna”. Ecco la nota dei sindacati:

L’emersione degli scandali che stanno attraversando la nostra città devono imporre a tutti, cittadini, amministratori pubblici, politici ed anche rappresentanti sindacali, una maggiore riflessione sul senso di responsabilità che deve necessariamente costituire la base del nostro corretto operare quotidiano.

Di chiacchiere, proclami, passerelle politiche e comunicati stampa, pieni di belle intenzioni, siamo stanchi e lo siamo tutti. È tempo che alle parole seguano, coerentemente, i fatti.

Questa breve premessa per introdurre e rappresentare un fatto che riteniamo grave, sia per le recenti dichiarazioni rese alla stampa e poi contraddette dalle azioni eseguite, da parte di una Organizzazione Sindacale confederale di categoria sulle questioni del Teatro Vittorio Emanuele (vedi comunicato del 25 febbraio c.a.), ma soprattutto perché eticamente  deprecabile.

Usiamo il termine “deprecabile” perché in un momento in cui tutti cercano di attivarsi e trovare gli strumenti utili per fare ripartire il teatro, peraltro fermo da un anno, c’è chi, incoerentemente ed irresponsabilmente, chiede che venga pagato, in misura maggiorata, “il premio di produzione riferito all’anno 2013” ai dipendenti in organico.

Questa sarebbe una richiesta plausibile in un contesto diverso da quello in cui si è venuto a trovare il teatro lo scorso anno e, presupponiamo, anche per quello in corso.

Leggendo la nota sindacale, che alleghiamo al presente comunicato a supporto di quanto affermiamo, sembrerebbe quasi che il Teatro Vittorio abbia prodotto così tanti spettacoli nell’anno 2013, da poter pretendere, per i dipendenti, un compenso economico oltre quello del 3%, previsto “a pioggia” dall’art. 15 del  “CCNL per il Personale delle Fondazioni Lirico Sinfoniche” (contratto con il quale vengono normati, inquadrati e retribuiti i dipendenti dell’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina).

 Ci chiediamo se questa inopportuna richiesta sia semplicemente il frutto di una pratica populistica atta ad accattivarsi i consensi di una parte (poca per fortuna) di quel personale che pensa solo allo stipendio, o piuttosto sia una palese mancanza di responsabilità (e questo sarebbe ancora più grave), nei confronti di chi sta tentando di ridare dignità al teatro ed ai suoi lavoratori, anche attraverso sacrifici economici.

Crediamo sia utile far conoscere a tutta l’opinione pubblica, che segue le vicende del teatro da anni, il motivo per il quale è stata inoltrata la richiesta di pagamento, che vuole incrementi dal 3 al 13% relativamente ad un premio di produttività per ……… non aver prodotto, di fatto, che un solo spettacolo, Rigoletto, e tra l’altro in programmazione già nel 2012.

Il quarto comma del citato articolo contrattuale recita “il premio di produzione potrà essere integrato in sede di contrattazione aziendale sulla base degli indicatori e dei parametri che saranno concordati in tale sede. L’integrazione sarà comunque collegata all’aumento qualitativo e quantitativo della produzione ed all’incremento rispetto all’anno precedente del numero degli spettacoli realizzati ……

Questi pseudo ed improvvisati sindacalisti non sono utili a nessuno; pubblicamente bacchettano la Regione per le inadempienze prodotte a Messina e,  parallelamente, innescano meccanismi di “guerra tra i poveri”, mettendo contro i dipendenti in organico tra loro, e a sua volta tra questi ed i precari (sarte, tecnici, musicisti). Fatto ancor più grave è  provare, in più riprese, a contrastare l’ingresso in organico  dei professori d’orchestra che, nonostante una legge regionale, del 2003 la prima e del dicembre 2004 la successiva, indichi che il 20% del totale delle risorse economiche erogate annualmente dalla Regione, vengano destinate alla loro stabilizzazione.

È oltremodo spiazzante come il Presidente del Teatro possa perseguire questo insano progetto e non comprendere anch’egli come il teatro, oggi più che mai, ha di bisogno al suo interno di maestranze artistiche affinché possa competere con gli altri teatri siciliani e creare produzione per potere  “circuitare”  e ricevere i finanziamenti che sono sempre più legati alla produzione artistica.

Affermiamo ciò perché Il Presidente ha inoltrato al Responsabile del Dipartimento Regionale del competente assessorato l’istanza affinché anche per il 2014, così come ha già operato per lo scorso anno, la norma del 20% finalizzata alla stabilizzazione dell’orchestra, fosse derogata, eccezione peraltro autorizzata formalmente dal Dirigente regionale per il secondo anno consecutivo. Così facendo, oltre a contravvenire ad una legge regionale, si rischia di perdere il finanziamento nella misura e con le finalità che la norma stabilisce e regolamenta.

Come OO.SS. Provinciali di SLC-CGIL, UILCOM-UIL, FIALS-CISAL e S.A.Di.R.S., ci preoccupano, e non poco, il clima e le inopportune iniziative estemporanee che si concretizzano all’interno del Teatro.

Diffondendo quanto accade abbiamo inteso difendere quei lavoratori, i più, che pur nella necessità di ottenere un supporto economico attraverso l’erogazione di una percentuale più consistente del premio di produzione, non hanno ritenuto opportuno lucrare sulle risorse del Teatro, in questo momento di grande difficoltà che attraversa l’Ente in cui operano.

Non smetteremo di chiedere, oggi come ieri, l’equiparazione del personale ai ruoli regionali, così come la garanzia dei livelli occupazionali, attraverso la redazione della Pianta Organica che contenga, al suo interno, un numero ed una struttura di personale adeguata alle finalità dell’Ente.

Necessita l’immediata realizzazione di un progetto triennale di sviluppo per il teatro, in maniera tale che si possano chiaramente individuare, garantire e quantificare i livelli occupazionali dei lavoratori in organico e “stabilizzare”, con ogni tipo di formula possibile, i precari, formando un organico, anche se minimo, indispensabile alla vita di un “TEATRO”.

Tutto questo è necessario in vista della riforma che l’Assessore vuole attuare in Sicilia. La circuitazione e l’interscambio tra i teatri siciliani sarà a breve una realtà. È concreto il rischio che il Vittorio Emanuele, non potendo effettuare produzioni proprie per l’assenza di organico artistico al suo interno, venga estromesso dai finanziamenti regionali, e non solo, già dal 2015.

Serve un intervento mirato per l’Ente di Messina che possa dare le stesse possibilità di produzioni culturali, che hanno Catania e Palermo.

Non nascondiamo palese preoccupazione per la prossima designazione della figura di Sovrintendente; temiamo che risponda a logiche di equilibri politici e non a competenze riconducibili al ruolo da rivestire.

Lo abbiamo detto, scritto e lo ribadiamo: non consentiremo più a nessuno di “giocare” con le sorti dei lavoratori, così come con il futuro del Teatro Vittorio Emanuele.

Richiesta Premio di produzione