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Dalla Sicilia a Milano: storia del libraio sul furgone

fda186d8a9f7ac318e609eaf07011abaE’ andato ‘Pianissimo’ proprio come il nome del suo progetto, tributo a una raccolta di poesie di Camillo Sbarbaro. Ha risalito la penisola dalla Sicilia fino a Milano, dove e’ stato rubato e poi ritrovato. E’ ‘Leggiu”, un vecchio furgone Fiat Panorama comprato dal trentenne messinese Filippo Nicosia e trasformato in libreria ambulante: invece dei sedili posteriori due panche con 600 libri “ma col furto ne hanno rubati 150”, spiega Filippo, arrivato alla fiera del consumo etico e degli stili di vita sostenibili ‘Fa’ la cosa giusta! di Milano’. Incessante il tam tam partito on line per ritrovare il mezzo ‘scomparso’ nella zona dei Navigli a Milano. “Una beffa dopo aver girato le zone piu’ sperdute della Sicilia – dice – ma non ho avuto neanche il tempo di abbattermi, perche’ il furgone e’ stato ritrovato lungo il naviglio Pavese neanche due giorni dopo. Ero gia’ pronto a comprarne un altro, perche’ il mio e’ un progetto di diffusione della lettura e di promozione dell’editoria indipendente nato in Sicilia in Comuni dove magari non esiste neanche una libreria e le biblioteche stentano a sopravvivere. E’ iniziata come un’avventura personale, ma ora sento il peso della responsabilita’ collettiva e l’idea che possa essere importante per altri mi lusinga e terrorizza“. A bordo 300 titoli tra 32 editori indipendenti nazionali, come Minimum fax, Nutrimenti, Voland, E&O, Navarra editore, ma anche giochi e libri di stoffa per bambini, i primi a fermarsi ammaliati nelle piazze dei paesi attraversate da Leggiu’. A raccontare la sua storia ora e’ anche un volume, ‘Pianissimo. Libri sulla strada’ (Pagine 144, prezzo 13,50 euro, terre di mezzo editore, presentato alla fiera Fa’ la cosa giusta! a Milano. “Ho scelto di comprare da un idraulico questo vecchio furgone che mi costringe ad andare pianissimo – spiega il libraio itinerante – per trasmettere l’idea di essere resistenti al tempo ma anche propositivi e innovativi: si ottiene di piu’ stando sul territorio con piccoli segni concreti come questo che con politiche piu’ ampie e dispendiose ma meno mirate”. “Non pretendo di risolvere i problemi dell’editoria nazionale – precisa Nicosiama sono stanco di sentir parlare di questo settore in toni depressivi. L’industria discografica e’ sopravvissuta all’avvento del digitale grazie allo sharing e ai tour: capisco lo spaesamento di un lettore in una grande libreria, specie se somiglia a un supermercato. Quasi nessuno compra un libro dietro consiglio di un librario, perche’ quasi sempre si tratta di un commesso. Quando arrivo con Leggiu’ in un posto le persone sono curiose e interessate; non sempre comprano ma spesso lo fanno. Se l’editoria ha trascurato i bisogni dei lettori le librerie devono colonizzare il quartiere, perche’ Amazon e’ un gigante e i lettori vanno cercati. Noi andiamo anche nelle scuole, non e’ possibile promuovere i libri senza promuovere la lettura, che e’ un atteggiamento di curiosita’ verso il mondo“. E a un libraio in crisi per la concorrenza dei grandi, cosa direbbe? “Resisti e differenziati”.