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“Tecnologia, esclusione sociale e nuove forme di comunicazione”: un incontro sull’era dei social network

P1040136L’umanità globale si sta interconnettendo con rapporti  che poggiano su nuove forme di comunicazione; le innovazioni tecnologiche determinano profonde trasformazioni dei modi di vita quotidiani, in particolare nel mondo del lavoro, con una rapidità e varietà senza precedenti alla quale molti non riescono ad adeguarsi; le interazioni tra fattori sociali, culturali, economici, tecnologici determinano trasformazioni antropologiche e ecologiche di altrettanta rapidità.

Da questi asserti ha preso le mosse la conferenza organizzata e introdotta dal prof. Elio Cotronei, presidente dell’UTE-TEL-B, e con gli interventi, analitici e in interazione con il pubblico, del dott. Sandro Autolitano, psicologo e psicoterapeuta, e della prof.ssa Antonella Genova umanista con esperienza di ricercatrice.

Un contributo è venuto dal prof. Santo Scialabba, umanista, scrittore, che fornisce una frequente e importante collaborazione all’UTE-TEL-B da molti anni. Un altro contributo è venuto alla psicologa dott.ssa Mandanici non nuova ad una fattiva collaborazione.

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L’Autolitano ha posto l’accento sui social network, in particolare facebook, presen-tando un’approfondita analisi delle interazioni e dei rischi derivanti dall’uso.

Dipendenza, isolamento, ridotta comunicazione, giacché  viene a mancare la comunicazione non verbale,  cybergrooming, adescamenti, demenza digitale, forme di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrate tramite i nuovi mezzi di comunicazione.

Tutto ciò richiede un’educazione attenta nel fornire difese opportune e nel prevenire eccessi e devianze.

L’uso inopportuno delle nuove forme di comunicazione obbliga a recuperare dei valori come  il saper cercare e apprezzare la bellezza, l’amore; può sembrare   paradossale giacché malgrado i grandi mezzi di comunicazione globale troppo spesso si vive nell’incomunicabilità.Antonella Genova lamenta il ritardo, soprattutto al Sud,  nell’introdurre in modo generalizzato efficace e piacevole le nuove tecnologie nella scuola.

L’eccesso di velocizzazione  toglie il tempo alla riflessione all’introspezione, toglie l’essenza delle relazioni che diventano o superficiali o distorte.

 Ci stiamo forse colpevolmente allontanando dai concetti di amore e segreto? Il problema viene posto dallo Scialabba.

“amore è energia, forza vitale, sentimento geloso, attesa, desiderio, unità primaria, scuotimento, passione, ricerca…; il segreto è silenzio, velatura, privacy, ripiegamento interiore…

Considerando che le tecnologie, anche come strumenti informativi di massa sono , oggi , indivisibili da noi, e riconoscendo il loro carattere di” velocizzazione” operativa, non c’è, però, il rischio che le due categorie sopracitate, quando sono disattese, aprano squarci di smarrimento dell’anima, di frantumazione del cuore, dello spaesamento, della disumanizzazione a vantaggio del gretto individualismo, della superficialità, della libertà fittizia, della vacuità, dello sfarinamento del privato, dell’ostentazione della visibilità e  del potere qualunque esso sia? Nell’età in cui sembra abbiamo tutto, stiamo perdendo noi stessi?”

La Mandanici ha evidenziato come le relazioni virtuali uomo-donna amplificano alcuni  aspetti, legati alla sfera sessuale, che poi non trovano corrispondenza nella pratica concreta e consueta di coppia.

Grandi mezzi infine ma necessità di  utilizzo intelligente per non perdere l’umanità. Gap tra progressi e adeguamento antropologico.