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Tecnologia: in arrivo Pheme, il software che svela le bufale su Twitter

twitterCome abbiamo già sottolineato in un precedente articolo, Internet è un luogo in cui si possono facilmente nascondere bugie, false informazioni (i cosiddetti fake) spacciate per verità assolute. Questo succede molto spesso sui social network e proprio per evitare il diffondersi delle bufale sul web, nel Regno Unito è stato creato un progetto di ricerca coordinato da Kalina Bontcheva, del dipartimento di informatica dell’Università di Sheffield. Pheme è il nome del software a cui stanno lavorando i ricercatori europei, che classifica le news messe online su Twitter, esaminando il background della fonte con la sua storia; l’iniziativa è stata interamente finanziata dall’Unione Europea e coinvolge cinque università straniere: Sheffield, WarvickKing’s College di Londra, Saarland in Germania e Modul di Vienna.

Il progetto è stato ispirato dal lavoro del Professor Rob Procter, dell’Università di Warwick, il quale si è molto impegnato ad esaminare gli innumerevoli messaggi mandati su Twitter in seguito ad atti di disordine civile.

Pheme classifica i “rumor” del web in quattro categorie (speculazione, controversia, informazione sbagliata e disinformazione) e ordina le fonti per valutare la loro autorevolezza, suddividendole in esperti, giornalisti, testimoni oculari o cittadini comuni.
In questo modo, diventa possibile individuare direttamente gli account Twitter creati solo per diffondere false informazioni e, incrociando le varie news, Pheme rimanda poi il risultato ad una dashboard visuale per capire anche l’andamento delle conversazioni su una determinata notizia.

La ricerca per la realizzazione di Pheme si svolgerà  nell’arco di 3 anni: si avranno a disposizione 18 mesi per creare un prototipo di software, e altrettanti di sperimentazione e test svolti dalla piattaforma giornalistica svizzera swissinfo.ch e dall’ospedale psichiatrico del King’s College di Londra.