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Sempre più tumori a Motta San Giovanni? Ecco l’esposto di Vincenzo Crea [FOTO]

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motta sg eternit madonna dell'oleandro DSC03285 (Medium)Di seguito la nota diffusa da Vincenzo CREA, Referente unico dell’ANCADIC Onlus e Responsabile del Comitato  spontaneo “Torrente Oliveto”:

Lo vediamo tutti cosa sta succedendo nel nostro territorio e nessuno fa niente. Certamente questa associazione non potrà rimanere in silenzio ed essere complice di questi disastri ambientali che a ben guardare continuano a seminare morte e distruzione nel nostro territorio.  La cittadinanza in tutti questi anni, oltre dieci, non ha mai avuto dati certi se non quello dell’inerzia e del colpevole adagiarsi da parte di chi ha obblighi ben precisi verso la comunità, e la consapevolezza dell’incremento delle malattie tumorali che a medio e lungo termine nella quasi totalità dei casi portano a sicura morte.

Di fronte a tale preoccupante scenario chiediamo alle Istituzioni cosa si stia facendo per tutelare la salute della popolazione da anni permanentemente esposta ad alto rischio originato dalle molteplici criticità ambientali presenti sul territorio, a tutti note. Si chiede perché dopo tanti anni non si è ancora proceduto alle bonifiche ambientali. In particolare non si è provveduto alla bonifica del sito ove sono stati smaltiti  oltre 100 mila tonnellate di rifiuti pericolosi  trasportati dalla centrale elettrica di Brindisi in una cava di Lazzaro ed utilizzati anche per la produzione di laterizi; delle aree circostanti l’impianto di compostaggio, inquinate dallo smaltimento illegale di milioni di metri cubi di fanghi di depurazione e quant’altro, di cui nessuno si è mai preoccupato di sapere cosa realmente sia giunto anche dalle altre Regioni ed interrato avvelenando senza scrupoli ogni centimetro quadro di suolo.

Rilevato che dalle analisi cliniche eseguite dall’ARPACAL di Reggio Calabria presso l’impianto di compostaggio è stato certificato il superamento dei limiti di alcuni metalli pesanti nocivi per l’ambiente e per la salute dell’uomo, sarebbe stato doveroso analizzare i terreni interessati dallo smaltimento dei fanghi di depurazione. Ed ancora domandiamo perché non sono state bonificate le tre discariche comunali dismesse situate in località Comunia, Paolia di Lazzaro, Don Candeloro di Motta SG e le altre disseminati nel territorio comunale. Perché non è stata effettuare una completa bonifica dell’amianto in tutto il territorio comunale e un’indagine sull’inquinamento elettromagnetico. Perché sebbene in data 7 febbraio 2011 durante una riunione tenutasi presso la Prefettura di Reggio Calabria, il Sindaco del Comune di Motta SG pur rappresentando la necessità di bonificare e mettere in sicurezza la discarica comunale di rsu di Lazzaro, che a suo dire manifesta preoccupazioni in quanto nella zona in cui si trova l’impianto si è registrato un aumento di malattie tumorali, nulla è stato fatto e sulla tematica sollevata è calato un religioso silenzio. 

A cosa è servito sequestrare alcuni siti e impianti se poi tutto è rimasto come prima e si continua ad avvelenare l’ambiente. L’inquinamento se non viene rimosso continua. E’ una bomba innescata, durante le piogge i contaminanti vengono rimessi in circolazione.

Visto che dalla documentazione acquisita ai sensi della legge 241/90 presso alcuni Enti, si rilevano informazioni che attestano l’assenza di qualsivoglia attività di monitoraggio ed emerge chiaramente il gap di comunicazione tra i vari enti competenti a testimonianza del basso livello di attenzione verso la problematica in trattazione a dispetto del continuo aumento di malattie tumorali, sarebbe stato, a mio avviso, più che legittimo l’accoglimento della nostra richiesta finalizzata all’istituzione di una “Unità di crisi Locale”  per indirizzare e coordinare le attività di Sanità Pubblica, onde dare supporto al Sindaco del Comune di Motta San Giovanni ed al Prefetto della provincia di Reggio Calabria per la vigilanza igienico sanitaria a tutela della salute della popolazione.  Resta da aggiungere che nella provincia di Reggio ancora non è stato istituito il registro dei tumori e si registrano ritardi immotivati da parte dei vertici sanitari aziendali, per cui su tale problema di così grossa rilevanza quest’associazione insiste decisamente perché il Governo promuova iniziative affinché gli Organi competenti completino l’istituzione del registro tumori nella provincia di Reggio Calabria. 

Lo stato dei fatti evidenzia la necessità e l’urgenza di un intervento del Parlamento Italiano affinché si istituisca una commissione parlamentare d’inchiesta per la ricerca delle responsabilità anche di coloro che in tanti anni, nonostante le specifiche, numerose e diversificate segnalazioni di rischio portate all’attenzione, non solo non hanno visto nulla, ma continuano a negare l’evidenza.