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Reggio: si è tenuta ieri presso Centro Mariotti la seduta istitutiva della Consulta Provinciale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP

Foto consultaHa avuto luogo ieri nell’accogliente auditorium del Centro Mariotti della Piccola Opera Papa Giovanni XXIII la seduta istitutiva della Consulta Provinciale del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP di Reggio Calabria.

L’organo consultivo, previsto dalla DGR 31 del 2013, ha il compito di orientare con funzioni propositive le politiche del Dipartimento e si compone dei rappresentanti tecnici del DSM (il comitato di dipartimento) integrato dai rappresentati dei servizi sociali degli enti locali e dei piani di zona, dai rappresentanti delle associazioni dei familiari e degli utenti.

La prima riunione della Consulta, voluta dal Direttore del DSM Michele Zoccali, è stata organizzata con il fattivo contributo di Mario Nasone, Presidente del CSV e di Luciano Squillaci, portavoce del Forum Provinciale del III Settore. Numerosi sono stati i partecipanti:  oltre a Gianni Pensabene nella qualità di portavoce del Forum Regionale del III Settore, erano presenti rappresentanti delle associazioni dei familiari e dei disabili (Fish, Pandora, Anffas), dei lavoratori (Movi), delle Cooperative operanti nel settore della psichiatria e del Tribunale dei Diritti del Malato.

Ricco è stato il contributo di idee e contenuti dei relatori, finalizzato a mettere a punto il funzionamento di un organo che può essere determinante nel costruire sul territorio un modello integrato che possa dare risposte positive agli utenti ed ai familiari sui quali molto spesso grava oltremodo il peso dell’assistenza.

Tutti i convenuti hanno concordato sull’opportunità di cogliere l’occasione del loro coinvolgimento in un organo propositivo per contribuire alla progettazione di un modello nuovo che superi l’attuale assetto statico del DSM per andare ad un modello maggiormente integrato sia al suo interno che con la rete sociale degli enti locali. Altrettanto consenso ha avuto l’iniziativa già in corso di procedere alla tipizzazione delle strutture residenziali, che consenta un successivo passaggio alla fase dell’accreditamento delle strutture stesse per la quale è necessario l’impegno ed il coinvolgimento degli organi regionali con i quali è già in corso da tempo un confronto.

Altri temi trattati dai relatori sono stati la formazione degli operatori, le problematiche correlate alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, i progetti per l’inserimento lavorativo e per il diritto alla casa,  i ricoveri fuori provincia causati dalla carenza dei posti letto nei servizi ospedalieri. Particolare interesse ha suscitato anche la problematica relativa agli esiti di autismo infantile nella maggiore età, condizione statisticamente in crescita e che spesso trova scarse risposte in soggetti che superano il 18°anno di età, quando la competenza passa alla psichiatria adulti.

Il terzo settore, infine, è stato investito della necessità di indicare i criteri di rappresentanza dei soggetti da accreditare nelle riunioni della Consulta, criteri che la normativa regionale non esplicita se non in modo generico e che deve trovare la necessaria sintesi fra le organizzazioni coinvolte onde consentire all’organo consultivo, dopo una prima seduta interlocutoria, di passare nei tempi brevi alla vera e propria fase  operativa.