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Reggio: proclamato lo stato di agitazione del personale del tribunale

tribunale-reggio-calabria-imago-258Le segreterie territoriali delle Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CONF.S.A.L. UNSA, FLP e CISAL, hanno proclamato lo stato d’agitazione dei dipendenti del Tribunale di Reggio Calabria, atteso che ormai da diverso tempo tale Ufficio, si trova in uno stato di emergenza, per la carenza di personale. Dal 2009 ad oggi, il solo settore civile, ha perso diciannove unità di personale. Ad aggravare una situazione già precaria, si è aggiunta la rideterminazione dell’area geografica  del Tribunale, con la soppressione della sezione distaccata di Melito Porto Salvo, senza adeguato riscontro di risorse umane, nonché il distacco presso l’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati di Reggio Calabria di n. 4 unità di personale (tra cui tre cancellieri dell’Ufficio G.I.P. – G.U.P.).

Le doglianze dei Sindacati, riguardano anche l’eccessivo ritardo per il rinnovo della convenzione con il medico competente, tanto che i lavoratori sono da circa due anni privi di sorveglianza sanitaria. Per questi motivi sarà richiesto alla Procura competente di valutare eventuali responsabilità penali.

La situazione  di disagio del personale è stato evidenziato più volte, con note a firma di diversi dipendenti. Anche il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Reggio Calabria ha espresso più volte il proprio disagio circa le problematiche in cui opera la classe forense.

Le Organizzazioni Sindacali, dopo due assemblee, durante le quali sono stati coinvolti i lavoratori interessati, hanno quindi assunto la decisione di scrivere al Prefetto di Reggio Calabria ed ai vertici Ministeriali, proclamando lo stato d’agitazione e richiedendo quanto segue:

1)      le Autorità competenti, assegnino al Tribunale di Reggio Calabria, il personale necessario per lavorare senza che possa essere intaccata la salute dei lavoratori, anche attivando le norme di legge già esistenti (vedi ad esempio l’art. 3 del D.L. 101/2013, convertito in L. 125/2013);

2)      che il Direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati di Reggio Calabria, non gravi sull’organico del Tribunale di Reggio Calabria, per garantire la funzionalità del proprio Ufficio; si era già provveduto ad invitare il Direttore dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati di Reggio Calabria (senza ricevere alcuna risposta), affinché il personale del Suo Ufficio, venga reperito tra quello delle Amministrazioni in esubero,  in quanto, sebbene la normativa gli consenta il prelievo di tale personale,  occorre tener conto della situazione sopradescritta, che crea “un cattivo andamento nell’Amministrazione del Tribunale di Reggio Calabria”, in contrapposizione a quanto previsto dall’art. 97 della Costituzione;

3)      che la Procura della Repubblica accerti di chi siano le responsabilità in ordine al ritardo ormai datato nel tempo, per il rinnovo della convenzione con il medico competente, la cui nomina è obbligatoria ai sensi del d.lgs. 81/08, a pena di responsabilità penale;

4)      che si aggiorni il documento di valutazione dei rischi, con riferimento alla valutazione dello stress da lavoro correlato (art. 28 d.lgs. 81/08), datato 21/12/2011;

5)      che al fine di porre rimedio alla situazione sopradescritta e per tutelare l’integrità psico – fisica dei lavoratori, il Presidente del Tribunale, dia disposizioni, sino all’arrivo di nuovo personale, di limitare l’attività giurisdizionale, che non può essere più supportata dal personale in servizio, il quale può incorrere in errori od omissioni, passibili  di rischio di procedimenti penali, civili e amministrativo-contabili, nonché di stato di stress, pregiudizievole dello stato di salute dei dipendenti, oberati di lavoro;

6)      che il Dirigente Amministrativo riequilibri la distribuzione del personale tra i vari settori del Tribunale, in relazione ai carichi di lavoro;

7)      che il Servizio Ispettivo valuti se l’operato dell’Ufficio,  sia adeguato (nonostante le difficoltà derivanti dalla mancanza di personale), ai fini di una corretta gestione amministrativa dello stesso,  nell’interesse dell’utenza e degli stessi dipendenti del Tribunale.

Per i motivi di cui sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali CGIL FP, CONF.S.A.L. UNSA, FLP e CISAL, hanno richiesto al Prefetto di Reggio Calabria di esperire il tentativo di conciliazione previsto dalla normativa vigente, al fine di evitare il ricorso ad eventuali legittime forme di lotta, tra cui lo sciopero. A tal fine hanno richiesto che tra le parti interessate sia invitata la parte pubblica (Presidente del Tribunale e Dirigente Amministrativo), nonché il Direttore dell’Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati.