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Reggio, Pizzimenti: “i politici smettano di tirare per la tonaca monsignor Morosini”

Foto Nuccio Pizzimenti“La lettera alla Città del metropolita di Reggio Calabria Giuseppe Fiorini Morosini non è un manifesto che ognuno di noi può affiggere nella bacheca personale o in quella del partito di appartenenza, quanto, piuttosto, un invito alla coscienza di cristiani  e cattolici impegnati in politica  che hanno l’obbligo di adoperarsi  per il bene comune”.  E’ questo il pensiero di Nuccio Pizzimenti, già segretario organizzativo del coordinamento comunale  di Forza Italia e responsabile del settore comunicazione degli “Azzurri”.

“Il richiamo all’etica della politica del pastore della Chiesa Paolina è quanto mai attuale  perché,  con la città ridotta in ceneri – dice Nuccio Pizzimenti –  nessuno ha il diritto  di dire  io non c’entro o il mio partito è esente da colpe e responsabilità. Tutta la classe politica cittadina, nell’ambito dei ruoli di governo o di opposizione  che l’hanno caratterizzata negli ultimi dieci anni, dovrebbe fare un approfondita autocritica  e  non già autoassolversi o condannare l’avversario. Diciamocelo chiaro: la nostra classe dirigente ha smarrito l’etica della politica ed è rimasta impantanata  negli  egoismi di parte, nell’individualismo inteso come negazione dei diritti altrui, preferendo  la  criminalizzazione dell’avversario  al dialogo. Sono stati  dieci anni di caccia all’untore senza precedenti nella pur travagliata storia della città di Reggio. Le camarille e la lotta partitica hanno  spezzato i fragili equilibri della coesione sociale di una comunità  ridotta alla mercé dell’affarismo e dei poteri forti e degenerativi. E’ triste, oggi, assistere al tentativo di esponenti politici di tirare per la tonaca mons. Fiorini Morosini pur di tentare una nuova   legittimazione nonostante le grosse responsabilità  politiche  nelle vicende  della più grande e antica polis della Calabria. Uomini, partiti, associazionismo, società civile, aderendo all’invito del vescovo, hanno l’obbligo di dialogare se veramente hanno a cuore le sorti di una comunità che necessita di un nuovo ordine sociale, propedeutico  per lasciarsi alle spalle  anni di contrapposizione e di incomunicabilità  con i cittadini. La lettera del Metropolita – termina Nuccio Pizzimenti –  disegna nuovi orizzonti per gli uomini di buona volontà i quali stimolati dall’etica cristiana e dagli insegnamenti della dottrina sociale delle Chiesa mettano da parte vecchie e nuove contrapposizioni per tracciare un nuovo cammino che aiuti  Reggio  ad uscire dalle sabbie mobili in cui si trova. Gran parte del vecchio establishment politico ha il dovere di tirarsi indietro, lasciando libera la strada  a quanti, soprattutto ai giovani, vogliono impegnarsi nella costruzione di una società giusta e non già sugli interessi di parte. Il compito è difficile, ma non disperato. Tutto dipende dal coraggio di quanti hanno fallito a fare un passo indietro e dell’impegno in prima persona di chi veramente, con i fatti, ama questa terra”.