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Reggio, Pd e GD: “no alla Fini-Giovanardi”

confstampagdpPresso la sede provinciale del Partito Democratico di Reggio Calabria in conferenza stampa i Giovani Democratici di Reggio Calabria per dire no alla Fini-Giovanardi e promuovere una campagna di informazione che in tutta Italia vedrà il coinvolgimento della Rete Universitaria Nazionale e la Federazione degli Studenti in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale della Repubblica Italia rispetto alla presunta incostituzionalità della legge Fini-Giovanardi.

Alla sede del Pd presente anche il segretario provinciale Seby Romeo che ha manifestato il proprio sostegno all’iniziativa intrapresa dal movimento giovanile e dalle associazioni studentesche di riferimento rispetto ad una legge che è stata causa del sovraffollamento delle carceri nel nostro paese.

Ad aprire la conferenza stampa Antonino Castorina Responsabile Legalità,Enti Locali ed Esteri della segreteria nazionale dei Giovani Democratici che affrontando il tema dell’affollamento delle carceri e delle violazioni dei diritti umani, ha ricordato come l’8 gennaio 2013 la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo condannava il nostro paese indicando come possibile percorso quello di pene alternative al carcere.

Il giovane democrat – ha analizzato poi come il numero dei detenuti per violazione della legge sulla droga si sia quasi raddoppiato riempiendo quindi le carceri senza però diminuire il consumo di droga che è invece aumentato rimarcando che ad un aumento delle incarcerazioni è corrisposto un abbattimento degli interventi socio-sanitari, degli affidamenti terapeutici e delle presenze in comunità il che ha comportato a livello globale un impoverimento delle risorse per le politiche sociali.

A ruota Francesco Laganà, Consigliere di Amministrazione della Mediterranea della Run e Alex Tripdi Rappresentante alla Consulta Provinciale del Volta e Coordinatore della Fds che nell’attesa della pronuncia di incostituzionalità della legge ritengono fondamentale varare una nuova legge che superi il Testo Unico sulle droghe risalente al 1975 e che preveda dei parametri tali che il suo fine non sia quello della lotta al consumo ed al consumatore ma una lotta alla dipendenza ed all’impatto sociale che ha l’abuso di sostanze illegali.

I Giovani Democratici conclude Castorina ritengono che la depenalizzazione della Cannabis non è il pretesto per rendere più accettabili gli altri tipi di droghe che come noto sono dannose sotto tutti i punti di vista ma è di fondamentale importanza normare una questione che oggi più che mai riguarda da vicino le nuove generazioni e far finte di niente non è più tollerabile.