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Reggio, la carta di Scopelliti per il Comune è Nico D’Ascola: “sono pronto a diventare sindaco”

So bene che il mio nome è stato fatto, fra tanti altri, ma ancora non è stata presa alcuna decisione a riguardo. Una volta presa la decisione è chiaro che mi sento pronto ad assumere questa grande responsabilità. Ma la decisione dipende da tutta una serie di fattori, intanto di natura politica e, dopo, squisitamente personale: bisogna capire se uno è più bravo a fare il legislatore o il sindaco“: con queste parole Nico D’Ascola, noto avvocato reggino che la prossima settimana compirà 60 anni e che da qualche mese è anche Senatore della Repubblica, ha risposto alle domande di Giovanni Verduci in un’intervista pubblicata stamani sul Quotidiano della Calabria.

Professore di Diritto penale presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, D’Ascola è un avvocato penalista con studi a Milano, Roma, Reggio Calabria. È stato membro delle commissioni ministeriali Nordio e Pisapia per la riforma del Codice penale, da tempo impegnato in politica prima vicino a Berlusconi e adesso affianco ad Alfano e Scopelliti nel Nuovo Centrodestra.

Potrebbe essere lui il nuovo candidato a Sindaco del centro/destra, la carta che gioca Scopelliti per ricompattare la coalizione e proporre una figura di indubbia autorevolezza: “il ritorno alla democrazia credo sia assolutamente necessario. La mediazione politica è assolutamente fondamentale in un periodo di forte crisi economica. Sono convinto che la gente avverta la necessità di tornare a disporre di una mediazione politica che la gestione commissariale non può garantire” ha aggiunto D’Ascola nell’intervista al Quotidiano.

Quello del dissesto – ha detto ancora – è un capitolo alquanto nebuloso, allo stato non è chiaro a quale amministrazione venga imputato il default. E’ come se noi oggi pretendessimo di attribuire il debito italiano al governo di Enrico Letta trascurando l’azione dei governi precedenti che hanno determinato l’accumulo di tale debito. In una situazione economica asfittica come quella reggina, il comune diventa un piccolo volano dell’economia cittadina. Questo non significa che si debba per forza fare debito pubblico, ma bisogna evidenziare che debito pubblico non è negativo soprattutto in ambito locale“.

Infine, sulle minacce e il clima pesante che si respira in città, D’Ascola ha risposto alla domanda di Giovanni Verduci sulla lettera inviata al prefetto Chiusolo: “intanto esprimo la mia massima solidarietà per quanto accaduto“, ha detto D’Ascola, aggiungendo che “purtroppo in questa triste nostra società, aggressiva dai toni sempre oltre le righe, non ci stupiamo più di nulla. Questo clima di inciviltà alimentato in maniera intenzionale, fa parte anche del clima di violenta denigrazione delle istituzioni. Le persone per bene dovrebbero prefiggersi l’obiettivo di abbassare i toni. Ci sono dei registi che vogliono che il dibattito civile viva in condizioni patologiche in tutti i settori. Se non si torna in una situazione di confronto civile rischiamo un imbarbarimento complessivo della nostra vita politica“.