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Reggio, Demetrio Delfino (Pd): “proroga scioglimento Comune serva a chiarire i fatti”

profiloE’ arrivata ieri, poco dopo mezzogiorno, la decisione del Consiglio dei Ministri circa la proroga del Commissariamento del nostro Comune.

Arriva, dunque, al penultimo giorno utile, la notizia dell’approvazione, su proposta del Ministro dell’Interno, del decreto che proroga di sei mesi la durata dello scioglimento del Consiglio comunale di Reggio Calabria. Ciò “alfine di consentire il completamento delle operazioni di risanamento delle istituzioni locali dove sono state accertate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata

Fin qui i fatti, invero, ampiamente prevedibili per almeno due motivi il primo è di mera statistica: sfiora una percentuale del 100% l’accoglimento delle proposte, per casi analoghi, di proroga dei commissariamenti. Il secondo si presta, invece, a ragionamenti più articolati: si può realmente, in soli diciotto mesi, estirpare un fenomeno mafioso che si è radicato nei gangli più profondi della pubblica amministrazione, dando vita a un sistema pressoché inscindibile di clientele e favori elettorali? No, non è possibile, e probabilmente non sarà effettuabile una “completa bonifica” neanche nei successivi sei mesi.

Questi due anni di commissariamento, devono, però servire a chiarire i fatti, a tracciare un racconto chiaro delle responsabilità dei singoli: i cittadini devono sapere con chiarezza ciò che è accaduto, quali sono stati i comportamenti di chi li ha amministrati e quali i rapporti di questi con la ‘ndrangheta, devono sapere a chi sono stati chiesti i voti nelle precedenti tornate elettorali per poi decidere, alla luce di ciò, a chi vorranno “dare fiducia”.

Non si dimentichi, inoltre, che sul nostro Comune pende “la spada di Damocle” del dissesto; che questi ulteriori sei mesi servano, dunque, anche ad arrivare a nuove elezioni con le idee più chiare su questo punto. Il piano di rientro presentato dai Commissari è stato giudicato insufficiente dalla Corte dei Conti, la quale ha certificato in centinaia di milioni di euro il debito del Comune alla data dello scioglimento per infiltrazioni mafiose. E’, dunque, la stessa Magistratura contabile a suggerire la dichiarazione di dissesto finanziario come unica soluzione per uscire da un “pantano” economico, finanziario, nonché di emergenza sociale. Si ricordi, a tal fine, che i cittadini reggini, nei fatti, già “pagano lo scotto” di un inadeguato modo di amministrare la “cosa pubblica” in termini di aliquote spinte ai livelli massimi, proprie di un comune “dissestato”.

Alla luce di queste considerazioni appaiono gravissime le illazioni fatte da alcuni senatori del Nuovo Centrodestra, tra cui quella del “candidato a sindaco in pectore”. Parlano, i solerti senatori reggini, di “forti pressioni da parte della sinistra, in particolare di alcuni esponenti del Pd” affinché si giungesse alla proroga del commissariamento del nostro Comune. In un quadro come quello appena descritto, mi sembra pericoloso alimentare la cultura del sospetto: se Caridi, D’Ascola e Bilardi conoscono risvolti relativi alla decisione di far tornare alle urne la città di Reggio nel prossimo autunno, piuttosto che in primavera, li comunichino ai cittadini e alla Magistratura. Facciano in nomi di chi e su chi “ha fatto pressioni”, nonché di coloro i quali hanno ritenuto di dover cedere a tali pressioni. Se, invece, parlano soltanto per supposizioni o teorie personali, allora tacciano, perché di illazioni e supposizioni, la nostra città non ha proprio bisogno.

Si spinge oltre qualche ex consigliere  (oggi Ncd), parlando addirittura di pressioni che il PD avrebbe posto in essere già per l’invio della Commissione d’accesso, oggi reiterate per ottenere la proroga del commissariamento. Mancano, anche qui, i nomi dei colpevoli!

Invito tutti gli intervenuti ad un maggior senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e nel rispetto del ruolo che ognuno di loro svolge, altresì li invito ad un’analisi distaccata dei fatti.

I fatti dicono che, alla vigilia della decisione sulla proroga del commissariamento, Scopelliti organizza in città una manifestazione pubblica, invitando Angelino Alfano e, mettendo sullo stesso palco “il vecchio e il nuovo”, gli amministratori incandidabili e i “papabili”. Il governatore prova, in quell’occasione, a “tracciare la linea” e a fare sentire il suo peso nel Ncd.

Non è stato forse inopportuno invitare il Ministro dell’Interno del Governo Letta? Non sarebbe potuto essere visto come un tentativo di “tirarlo dalla giacchetta” riguardo a una decisione su una città che, nel partito di Alfano, potrebbe incidere in termini di voti e percentuali?

Oggi, piuttosto, gli esponenti del Ncd reggino, sembrano indispettiti dal “tentativo fallito” e vaneggiano su altrui tentativi. Ma del resto di cosa stiamo parlando : a Reggio sono accaduti fatti gravissimi : arrestati i vertici delle società miste,arrestati consiglieri comunali,intercettati amministratori con boss locali,e ben 9  sentenze di incandidabilità per ex sindaco,assessori e consiglieri….tutto questo il centrodestra lo nasconde,non lo dice come se a Reggio non fosse successo nulla!!!

Il Pd reggino, per contro, ha sempre chiesto sull’argomento chiarezza e trasparenza nell’interesse di tutti i cittadini che hanno diritto a conoscere la realtà politica, economica e sociale nella quale vivono. Da qui dobbiamo far nascere l’opportunità,in questi otto mesi, di far crescere un progetto sano e concreto per il futuro della nostra città . Coloro che  si soffermano a fare sterili polemiche ,invece,remano contro la rinascita cittadina.