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Reggio: assolto dopo anni di carcerazione. Verrà chiesto risarcimento

giustiziaAssolto per non avere commesso il fatto dopo anni di ingiusta carcerazione. Chi risarcirà ora Rosario Giordano, giovane padre che era rimasto coinvolto, suo malgrado, in una vicenda dai contorni poco nitidi ancora oggi, dopo due gradi di giudizio?

Nel 2010 si era improvvisamente trovato nel bel mezzo di una annosa querelle familiare, che aveva portato alla sbarra altri affini, per il tentato omicidio di Vincenzo Siclari.

La Corte d’Appello di Reggio Calabria lo scorso 18 febbraio,  dopo quattro ore di camera di consiglio ha diminuito la pena inflitta ad Antonino e Giovanni Giordano, per avere escluso l’aggravante della premeditazione, ma ha anche riconosciuto la totale estraneità nella vicenda del povero Rosario Giordano che fin da subito ha gridato la sua innocenza restando però inascoltato.

Oggi torna libero dalla sua famiglia, dalla moglie e da un figlio che ha dovuto lasciare improvvisamente quando aveva solo un anno di vita.

Sappiamo che gli avvocati difensori chiederanno il risarcimento del danno subito, ma sarà davvero sufficiente? Chi gli restituirà il tempo perso? Chi penserà a riabilitare il suo nome? Chi lo reintegrerà onorevolmente  nel modo del lavoro?

Questa vicenda riapre il dibattito sul mal funzionamento del sistema giustizia in Italia.

Sappiamo che la carcerazione in attesa di giudizio definitivo, è disposta solo per tre motivi precisi: pericolo di fuga, reiterazione del reato, inquinamento delle prove, ma quando si è completamente estranei ai fatti addebitati, verità che in questo caso sarebbe potuta emergere molto tempo prima con un più accurato esame balistico, perché costringere un uomo in galera, in una stanza affollata da sette individui che è però, predisposta solo per due.

Il sovraffollamento delle carceri, le lentezze e gli errori della giustizia sono il termometro di ogni Stato che vuole dirsi democratico  ,e per questo, l’Italia non gode certo di buona salute.