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Operazione “Reggio Sud”: ieri l’udienza per gli imputati, chieste condanne per 270 anni di carcere

tribunaleLunedi 17 febbraio si è tenuta l’udienza per gli imputati nel rito ordinario dell’operazione “Reggio Sud”, tenutasi presso l’Aula Bunker di Reggio Calabria, davanti al tribunale collegiale ( Presidente Esposito ). Il PM lo scorso 4 febbraio, durante la requisitoria, ha richiesto pesantissime condanne per ben  270 anni di carcere per gli imputati del medesimo procedimento. Tra le richieste di condanna più alte, quelle nei confronti di Carmelo Riggio ( 31 anni ), Foti Mariano Benito ( 30 anni ), Vincenzo Principato ( 29 ) e Giuseppe Ficara ( 21 ).

L’udienza del maxiprocesso che vede numerosissimi soggetti imputati di associazione mafiosa, estorsione ed altri reati di particolare gravità,   era incentrata sulle discussioni degli Avvocati Giuseppe Gentile nell’interesse del Sig. Foti Mariano Benito per la cui posizione il Pubblico Ministero nella propria requisitoria ha chiesto la condanna a 30 anni di reclusione come sopra precisato;

quella dell’Avvocato Pierpaolo Albanese nell’interesse di Giovanni Zappalà ( richiesta di condanna a 17 anni di reclusione ), L’Avvocato Pietro Catanoso nell’interesse di Cilione Fortunato ( richiesta di 6 mesi di reclusione );  l’Avv. Cultrera Maria Teresa nell’interesse di Giuffrida Augusto ( per il quale il PM ha chiesto l’assoluzione ); l’Avv. Attilio Parrelli in difesa di Bevilacqua Enzo ( richiesta di condanna a 9 anni di reclusione ).

Di particolare rilevanza è stato l’intervento dell’Avv. Gentile il quale ha  cercato di smontare l’impostazione accusatoria che ha portato l’Ufficio di Procura a richiedere la pesante condanna predetta;  l’intento del legale stato quello  di dimostrare l’assoluta innocenza relativamente a tutti i capi d’imputazione a carico del Foti,  riuscendo ad evidenziare la mancanza di prove connesse ala concreta perpretazione dei reati contestati al proprio assistito ( tra i reati contestati, di maggior gravità è quello di cui all’art. 416 bis in quanto il Foti è considerato dalla Procura  un presunto aderente al Locale di ‘ndrangheta di Pellaro ). L’Avv. Giuseppe Gentile ha fatto emergere in sede di discussione un dato importantissimo in chiave difensiva per tutti quegli imputati nei confronti dei quali è stata richiesta la condanna sempre con riferimento al reato di associazione mafiosa; lo stesso ha ricordato la decisiva  testimonianza avvenuta in fase di istruttoria dibattimentale, dell’ing. Suraci Giovanni, nella qualità di tecnico incaricato dalla stessa difesa del Foti. Il perito ha redatto una perizia tecnica di parte al fine di illustrare lo stato e le dimensioni dei locali della Stazione di Servizio “attenzionata” dall’Ufficio di Procura per il fatto di essere considerato il luogo  nevralgico  al cui interno si sarebbero tenute le riunioni strategiche di ‘ndrangheta, e precisamente degli aderenti al locale di Pellaro; l’Ing. Suraci ha precisato come le  dimensioni dell’ufficio del gestore del distributore  suindicato non consentivano la contemporanea presenza al suo interno di più di due persone, dunque disattendendo totalmente quelle che erano le risultanze dell’impianto accusatorio predetto.