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Milazzo (Me): maxi-furto di farmaci all’ospedale. È l’ennesimo “colpo” in provincia

L'ospedale Fogliani di Milazzo L'ospedale Fogliani di Milazzo
L'ospedale Fogliani di Milazzo

L’ospedale Fogliani di Milazzo

È l’ennesimo furto ad una farmacia di un ospedale della provincia di Messina: stavolta l’obiettivo dei ladri è stata la struttura di Milazzo. Il furto si è verificato la settimana scorsa, ma solo nelle scorse ore la notizia è stata diffusa dalle forze dell’ordine, che stanno indagando a tutto campo ma, apparentemente, sembrano non avere molti indizi. Milazzo è solo l’ultimo di una serie di ospedali che negli ultimi mesi sono stati depredati da ignoti. Taormina, Mistretta, Patti, Sant’Agata e, poche settimane fa, Barcellona. Ad agosto un maxi-furto del genere è stato messo a segno anche agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria.

Il “colpo” a Milazzo era stato tentanto anche nel luglio scorso, ma era fallito perché i ladri erano fuggiti prima di aprire la cassaforte con i farmaci di valore, che invece stavolta sono riusciti a prendere. Si tratta di medicinali antitumorali, anti-Aids e antivirali. Si stima che i farmaci portati via abbiamo un valore di circa 190.000 mila euro, mentre altri 10.000 euro di medicinali sono stati irrimediabilmente danneggiati. Il sistema è sempre lo stesso: i ladri disattivano, dove c’è, il sistema d’allarme, forzano una porta e scassinano la cassaforte. I reparti di farmacia in genere di notte sono incustoditi e senza personale di turno, ed è quindi facile agire totalmente indisturbati.

Dalla farmacia di Milazzo sembra siano state portate via, come dagli altri ospedali, ingenti quantità di eritropoietina. Questo particolare farmaco si usa in chemioterapia e per curare anemia, perché favorisce lo sviluppo e la proliferazione dei globuli rossi. Ai più è conosciuto col nome di EPO e si tratta a tutti gli effetti di una sostanza dopante, utilizzata in diverse attività sportive, come ciclismo ma anche culturismo. L’EPO infatti aumenta l’apporto di ossigeno ai tessuti muscolari e migliora sensibilmente le prestazioni dell’atleta. Sembra sia una sostanza che viene somministrata anche ai cavalli nelle corse illegali e clandestine.

La serialità di questi furti, il metodo sempre uguale e il tipo di farmaci rubati potrebbe far pensare ad una banda organizzata. È indicativo infatti che tutti i più grossi ospedali della provincia, esclusi quelli di Lipari – da dove, per ovvi motivi, sarebbe difficile dileguarsi – e di Messina, dove probabilmente vi sono sistemi di sorveglianza più efficaci, siano stati vittime di questi furti. Se così fosse, i furti probabilmente continueranno, o si sposteranno in altre zone della Sicilia. Sarebbe il caso, per gli ospedali, di dotarsi di sistemi di sorveglianza più efficaci, con telecamere o guardie giurate, al fine di prevenire altre azioni del genere.

In corrispondenza del furto a Milazzo inoltre sarebbero stati segnalati dei disservizi nel reparto di Ostetricia. Ieri è anche intervenuta una volante della Polizia per verificare se vi fossero situazioni del genere. La direzione dell’ospedale “Fogliani” ha però pubblicato una nota di precisazione:

In relazione alla segnalazione di presunti disservizi presso il punto nascita dell’ospedale di Milazzo si ritiene in primo luogo utile precisare che non si è verificato alcun evento avverso. Durante il turno notturno sono infatti venuti alla luce due neonati sani. Questi ultimi e le rispettive madri godono di piena salute. La Direzione Aziendale ha immediatamente attivato una verifica ispettiva, condotta personalmente dal Direttore Sanitario Aziendale, Dott. Santo Conti. La disamina preliminare delle informazioni acquisite suggerisce comunque, in via precauzionale, la rivisitazione dell’assetto gestionale e organizzativo del reparto, onde perseguire con maggiore efficacia la sicurezza del percorso nascita, nell’interesse esclusivo della madre e del nascituro