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Mario Maiolo: “La Regione Calabria non inoltra in tempo i progetti di alcuni giovani ricercatori. Persi 135 milioni di euro stanziati in ricerca dal bando del Ministero della Salute”

Mario MaioloRiportiamo di seguito la nota diffusa da Mario Maiolo (PD)

I progetti di almeno 15 ricercatori calabresi under 40 e di alcune aziende ospedaliere, come ci ha raccontato il Quotidiano della Calabria, non sono stati inoltrati in tempo utile per rispondere al bando del Ministero della salute che stanziava 135 milioni di euro per ricerche in campo medico-diagnostico. Non sono stati inoltrati dalla Regione Calabria che ne aveva il pieno mandato. Quanto appena descritto è un fatto di una gravità inaudita e, al contrario di quanto potrebbe apparire a una veloce disamina, si configura anche come un fatto di “natura politica”.

È la politica, infatti, a dover dare forma e indirizzo alle azioni dei dipendenti che si muovono all’interno delle Istituzioni e che sono deputati a servire la collettività, e acuirne il senso di responsabilità, laddove mancasse.

È il caso quindi di leggere questo “inconveniente” burocratico-amministrativo proprio alla luce della scarsa attenzione che questo Governo regionale ha riservato ai giovani, ricercatori e no, della nostra regione. Il solo e semplice pensiero dell’incentivazione al lavoro di ricerca e alla formazione dei nostri giovani sembra non aver sfiorato la maggioranza calabrese di centrodestra.

Vorrei ricordare il ritardo intollerabile con cui sono state approvate le graduatorie e con cui si è dato seguito ai bandi concernenti le nuove iniziative imprenditoriali promosse da Nuovi Giovani Imprenditori e alla concessione di contributi per il finanziamento di assegni di ricerca con percorso obbligatorio all’estero, entrambe previste dal POR Calabria Fesr 2007-2013.

E, ancora, vorrei ricordare la situazione degli Ex Stagisti Lavoratori precari bacino L.R. 8/2010 che sono stati letteralmente abbandonati a se stessi e la vicenda che vede le professionalità dei dipendenti di Calabria IT ancora mortificate dai ritardi nel loro trasferimento a Fincalabra S.p.A, come del resto previsto dalla Legge regionale sul riordino degli enti.

Gli stessi ritardi, la stessa noncuranza, hanno giocato un ruolo fatale e determinante in quest’ultimo caso, ancor più grave, se possibile,  laddove si configura un connubio tra ricerca e sanità, obiettivo che sembra disatteso dal Governatore della Regione nonostante i proclami che accertano la realizzazione di “una sanità vincente e più rispondente ai bisogni della collettività”.

Una sanità vincente è, soprattutto, quella che ha uno sguardo lungimirante e che mette la formazione del personale sanitario e la ricerca al centro dei propri interessi nella misura in cui essi corrispondono alle necessità dell’intero sistema sanitario regionale e, pertanto, dell’intera popolazione della nostra Regione.

Esprimo, pertanto, la mia piena solidarietà ai ricercatori e medici coinvolti nell’increscioso “incidente” amministrativo, condannando l’ennesimo tradimento della maggioranza perpetrato ai danni dei nostri ricercatori e acuito, in maggior misura, da un silenzio inammissibile.