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L’ex “picciotto” svela i retroscena della ‘ndrangheta. Si prepara una nuova guerra di mafia?

diaDa picciotto a pentito, Gianni Cretarola, esponente di spicco della ‘ndrangheta a Roma, svela retroscena importanti che potrebbero presto portare gli inquirenti a smantellare lo spaccio di droga anche in altre città d’ Italia.
Affiliato ai clan della Locride, e non solo, è stato per anni il manager dello spaccio nella Capitale nonché complice nell’omicidio di Vincenzo Femia, eliminato in un agguato per assicurarsi il monopolio sulla città.
Avevamo già parlato nei mesi scorsi della vicenda che ha visto protagonista la “ ‘ndrangheta made in Roma” e che ha portato in carcere oltre a Cretarola anche Massimiliano Sestito, Francesco e Antonio Pizzata, figli giovanissimi del boss Gianni Pizzata.
Oggi Cretarola, divenuto intanto collaboratore di giustizia, svela che se dopo l’uccisione di Femia qualcun altro avesse disturbato la piazza, le famiglie alle quali era affiliato sarebbero state pronte a scatenare a Roma una sanguinosa guerra di mafia, della quale egli sarebbe stato il principale esecutore, gli inquirenti, infatti, al momento dell’arresto trovarono in casa del pentito un vero e proprio arsenale militare.
Quindi non la marachella di giovani delinquenti che volevano “mettersi in proprio” staccandosi dall’attività di papà, ma una vera e propria azione coordinata dal vertice che ha risvolti interessantissimi per gli investigatori.
Adesso, infatti, dopo le dichiarazione di Cretarola, la polizia, non solo potrà intervenire anche in altre città contro i maneggi della criminalità calabrese, ma può ragionevolmente ritenere che dietro l’omicidio Femia ci fosse qualcosa di più; quest’ultimo era un personaggio rispettato nell’ambiente, anche perché, come spesso accade, era legato da vincoli familiari con le famiglie di San Luca e la sua uccisione per gli inquirenti ha inevitabilmente rotto equilibri significativi.
Non si tratta, quindi,  di un semplice regolamento di conti, dovuto a situazioni contingenti, ma un omicidio che a San Luca avrà fatto parlare molto tra gli appartenenti ai clan.
Questo potrebbe essere il preludio di una nuova battaglia che si sta preparando in silenzio per la ridistribuzioni di ruoli e per l’affermazione di nuovi equilibri tra i clan, che come sappiamo dalle passate esperienze, non sarà certo indolore.