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L’Associazione Italiana Giovani Avvocati Palmi interviene su governance e processo civile

imagesNel corso del Consiglio Direttivo Nazionale AIGA, tenutosi il 1° febbraio a Roma presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la sezione palmese è intervenuta sulle aspettative della giovane avvocatura in tema di governance e di processo civile.
La delegazione era composta da Giovanna Suriano (Presidente di Sezione), Antonio Papalia (Consigliere Nazionale), Santina Ruggiero, Francesca Minasi, Sabrina Frisina, Concetta Mercuri e Denise Lombardo.
Giovanna Suriano ha evidenziato come “all’indomani delle decisioni assunte alla Conferenza OUA di Napoli, sia necessario uno scatto d’orgoglio, che ci consenta di dialogare sul ruolo imprescindibile dell’avvocatura e dei giovani nel mercato e nel panorama del mondo legale, puntando sulla comunicazione, scendendo nell’agorà e confrontandosi con la coscienza viva della società e della politica. È l’ultima occasione che abbiamo – ha continuato Suriano – per motivare anche le altre componenti associative e istituzionali dell’avvocatura, nei confronti della politica e della magistratura. Un’opportunità irrinunciabile è, inoltre, data da ciò che può aiutare economicamente i giovani, in particolare le iniziative foriere di credito e liquidità, e le possibilità aperte dal nuovo ciclo 2014-2020 dei fondi strutturali europei, unitamente alle concrete politiche di Cassa Forense, anche in accordo a quanto ribadito dal Presidente Nunzio Luciano”.
Antonio Papalia, ha definito il d.d.l. sul processo civile collegato alla Legge di Stabilità 2014 “un provvedimento che colpisce scientificamente l’avvocatura, aspetto questo già evidenziato recentemente dal Presidente del Consiglio dell’Ordine di Palmi Avv. Francesco Napoli. È impensabile che, nonostante 110 Parlamentari e 3 Ministri della Repubblica siano avvocati, non si riesca ad ottenere una posizione trasversale in linea con le aspettative della nostra categoria. La classe forense sta perdendo sempre di più in termini di autorevolezza e la dovuta umiltà dell’avvocato si sta drammaticamente trasformando in una continua umiliazione. In particolare, l’abbandono progressivo del processo a favore di soluzioni più confacenti alla tradizione anglosassone – ha insistito Papalia – finisce per penalizzare enormemente soprattutto gli avvocati del meridione e dei piccoli Fori. L’Aiga – ha concluso – deve avere il coraggio e la forza per uscire dal clichet e rendersi capace di dare concretezza alla propria azione politica”.