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La Reggina si coccola super-Pigliacelli, ma diciamoci la verità: senza i suoi miracoli sarebbe già Lega Pro

Pigliacelli RegginaLa Reggina continua a fare punti e risalire la classifica: per la prima volta dopo 3 mesi, gli amaranto sono fuori dalla zona retrocessione con 22 punti, uno in più di Padova e Cittadella e 8 in più della Juve Stabia fanalino di coda. Se il campionato finisse oggi, la Reggina dovrebbe disputare i playout contro il Novara che è a +2 dagli amaranto e che sabato ospiterà la squadra di Gagliardi e Zanin allo stadio Piola, teatro della semifinale playoff di tre anni fa quando un eurogol di Rigoni allo scadere condannò la Reggina di Atzori all’eliminazione, e lanciò la squadra piemontese verso la serie A.
Se la Reggina sta facendo così bene in questo girone di ritorno, con 4 risultati utili consecutivi in 4 partite (due vittorie per 1-0 e due pareggi 1-1, con 4 gol fatti e 2 gol subiti), lo deve senza ombra di dubbio ai nuovi acquisti di gennaio e soprattutto a super-Pigliacelli.
Pigliacelli Rizzato RegginaIl giovanissimo portiere romano, 20enne, è stato infatti decisivo in tutte le partite con autentici miracoli sui tiri degli avversari. Soltanto a Castellammare di Stabia non è stato particolarmente impegnato, ma lì ci ha pensato la traversa per ben due volte a salvare la porta amaranto dagli attacchi delle “Vespe”, prima del pareggio di Gerardi. Senza le prodezze di Pigliacelli, e questo lo dice il campo, di questi 8 punti la Reggina ne avrebbe fatti soltanto 2: a Bari sarebbe stata una sconfitta, con il Lanciano solo un pareggio e ieri il Trapani avrebbe fatto una goleada. Se la Reggina anzichè a 22 fosse ferma a 16 punti, sarebbe praticamente condannata già oggi alla retrocessione in Lega Pro, come la Juve Stabia. Poi dobbiamo aggiungere i gol di Barillà, anche lui nuovo acquisto di gennaio, che giocando da terzino sinistro ha siglato 2 delle 4 reti amaranto in questo girone di ritorno, e le giocate in mezzo al campo del giovanissimo 17enne francese Pambou, anche lui promosso in prima squadra solo a gennaio dopo una breve esperienza in primavera: i nuovi giocatori stanno risultando decisivi nella risalita della Reggina, a fronte delle mele marce allontanate da Reggio nel mercato invernale dopo un’esperienza fallimentare.
benassi_rosina01Nonostante molti tifosi abbiano storto il muso agli arrivi di Pigliacelli, Barillà, Pambou, Frascatore e Dumitru (mentre avevano esultato in estate quando erano arrivati Benassi, Gentili, Rigoni, Falco, Cocco & company), il campo sta dimostrando che invece erano queste le mosse giuste da fare per risollevare la squadra. Quello del portiere in modo particolare era stato il problema principale della Reggina nel girone d’andata: Benassi con le sue papere clamorose e gli innumerevoli gol presi sul primo palo, era costato alla squadra almeno una decina di punti. Pigliacelli, invece, oltre a difendere la porta come a Reggio non si vedeva da molti anni, dai tempi di Puggioni, ha dato sin da subito sicurezza all’intero reparto e all’intera squadra, che prima invece non poteva stare tranquilla e temeva di subire gol ad ogni tiro e ad ogni cross anche dalla distanza. Al resto ci hanno pensato Gagliardi e Zanin, che hanno motivato a dovere la squadra ricompattando lo spogliatoio e inculcando nella testa dei giocatori la giusta mentalità, come si può osservare in uno Strasser letteralmente trasformato e adesso finalmente presenza importante in mezzo al campo, accanto a un sempre ottimo Dall’Oglio, lanciato da Atzori a inizio stagione tra i mugugni del pubblico ma ormai punto fermo della squadra ed ennesimo prodotto d’eccellenza sfornato dal vivaio del Sant’Agata.
Adejo RegginaAdesso bisogna trovare nuove soluzioni in attacco, perchè questa Reggina ha ancora grandissime difficoltà a fare gol, con gli attaccanti non riesce a segnare quasi mai (un solo gol, quello di Gerardi a Castellammare, nelle ultime 4 partite) e tantomeno a produrre azioni pericolose. Novara non è la partita giusta per nuovi esperimenti, bisogna prima di tutto pensare a non perdere perchè sarebbe un disastro, un altro pareggio sarebbe comunque l’ennesimo risultato positivo. Ma l’imperativo per Gagliardi e Zanin è sbloccare l’attacco, dove Di Michele non è più certo quello di una volta con i suoi 38 anni sulle spalle, perchè va bene il pareggio di Castellammare, quello di ieri e (magari!) anche quello di sabato a Novara, ma poi bisogna ricominciare a vincere e per vincere bisogna fare gol. Ieri, senza la papera del portiere del Trapani sulla punizione di Barillà, le prodezze di Pigliacelli non sarebbero bastate per evitare la sconfitta, e schierare dall’inizio Sbaffo, Di Michele e Gerardi è stato un azzardo che la squadra ha rischiato di pagare a carissimo prezzo (mai, infatti, in questo girone di ritorno, in difesa la Reggina aveva rischiato così tanto). Quindi, per raggiungere una salvezza che è ancora molto difficile, ci vuole ancora tanta umiltà, testa bassa e lavorare senza montarsi la testa.