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La droga degli insospettabili nella “Catanzaro bene”: in manette anche un avvocato e un carabiniere

cocainaVentitre’ persone arrestate dalla Squadra Mobile di Catanzaro perche’ ritenute responsabili della gestione del narcotraffico nel Capoluogo calabrese, con canali di rifornimento in tutta la regione. Le indagini, coordinate dalla Procura Distrettuale Antimafia hanno consentito di sgominare organizzazioni a cui capo vi erano persone che si avvalevano di giovanissimi, di indole particolarmente violenta, dedite anche a rapine ed estorsioni. Le indagini svolte dalla Squadra Mobile di Catanzaro nell’ambito dell’operazione ”All inclusive’‘ hanno consentito di accertare che i soggetti piu’ giovani dell’organizzazione in diverse circostanze per procurarsi somme di denaro necessarie all’approvvigionamento di droghe, non avevano avuto remore ad effettuare oltre che diversi furti anche una rapina ad un gestore di una tabaccheria del Quartiere Jano’ di Catanzaro. Il titolare nel novembre 2012, si era visto costretto a consegnare l’incasso della giornata ammontante a circa 5.000,00 euro a due persone armate di pistola che si erano allontanate a bordo di altra autovettura condotta da un complice. I fruitori della droga sarebbero stati molti esponenti della cosiddetta ”Catanzaro bene”. Un avvocato del Foro di Catanzaro utilizzava una barca di sua proprieta’ per non destare sospetti nello smercio della droga.

Ecco i nomi degli arrestati: Antonio Scozzafava; Stefano Sestito; Giovanni Russo; Alessio Melina; Lorenzo Merante; Gennaro Corea; Antonio Nisticò; Andrea Granato; Gheorghe (detto Giorgio) Liciu; Domenico Rubino; Antonio Gualtieri (detto Cucuzza); Massimo Purcaro; Giuseppe Palaia; Giuseppe Barbuto; Mario Russo; Maurizio Colicchia; Santo Grande; Massimo Fazio; Giuseppe Tolomeo (detto “u barone”); Maurizio Anastasi; Fabio Valentino; Gennaro Alessio Spagnolo; Vittorio Garcea; Alfredo Benincasa; Filippo Potenza.

Nel corso dell’indagine sono emersi intensi rapporti telefonici tra l’avvocato Gennaro Corea, di 35 anni, ed il carabiniere Mario Russo che fino a diversi mesi fa era in servizio presso gli uffici della Procura della Repubblica di Catanzaro e successivamente, probabilmente proprio a causa delle indagini, e’ stato trasferito ad altro incarico. Tra Russo e Corea sarebbero state intercettate numerose telefonate durante le quali si sarebbe fatto riferimento alla droga. Gli investigatori, durante le indagini, hanno compiuto numerosi riscontri alle conversazioni dei due indagati.