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Il Tar del Lazio riapre l’Ufficio postale di San Pietro in Guarano, la soddisfazione Gianfranco Marino

Gianfranco MarinoIl Tar del Lazio dispone la riapertura dell’ufficio postale di Redipiano a San Pietro in Guarano, nella Presila cosentina e tanti piccoli centri minori tornano a sperare. Soddisfazione per il risultato raggiunto e per le prospettive che tale sentenza apre su scala regionale, viene espressa dal Vicesindaco di Bova e Coordinatore regionale del Club dei Borghi più Belli d’Italia, Gianfranco Marino. “La vicenda  in oggetto – dice Marino – apre scenari confortanti per tante piccole realtà calabresi. La chiusura dell’ufficio del Comune cosentino rientrava nell’ambito del piano di razionalizzazione con il quale Poste Italiane ha chiuso 89 uffici postali in Calabria, ridimensionandone moltissimi altri in termini di servizio. Con l’ultima sentenza il Tar del Lazio ha accolto il ricorso che ha dimostrato l’illegittimità della normativa ministeriale di riferimento per contrasto con il diritto comunitario. Già due anni addietro nel corso di un tavolo tecnico romano convocato dall’ANCI in relazione alla problematica dell’unione dei Comuni, ribadimmo con forza la necessità di garantire un’autonomia di gestione  ai piccoli Comuni che non può prescindere dei servizi fondamentali e   tra questi figura necessariamente anche il servizio postale. La razionalizzazione del servizio o addirittura la sua soppressione in ossequio alla logica del profitto vanifica anni di sforzi profusi per garantire un futuro ai piccoli centri. In tal senso, anche il Comune di Bova  ha subito una razionalizzazione del servizio passato dai normali sei giorni di apertura agli attuali tre. In risposta al problema, quanto mai serio per un centro ad evidente vocazione turistica inserito, tra i 9 comuni calabresi del Club dei Borghi e soprattutto, unico in Calabria, tra i 21 Gioielli d’Italia riconosciuti dal Ministero per gli Affari Regionali ed il Turismo, circa due anni addietro avanzammo richiesta di concessione di uno sportello postamat esterno che avrebbe di fatto sopperito alla riduzione di orario dando nel contempo, anche dell’Azienda un’immagine di grande funzionalità. Rimaniamo ancora oggi in fiduciosa attesa. Pur ritenendoci più fortunati rispetto a tante altre realtà minori, pesantemente penalizzate, appare evidente che, in considerazione del ruolo turistico di Bova nello scenario regionale, dovrebbe essere scontata, ma spesso così non è,  la garanzia di continuità, rispetto ai tanti sforzi che da circa un ventennio hanno portato alla rinascita complessiva di un borgo, ormai da tempo sulle ribalte nazionali. Probabilmente – conclude Marino – Poste Italiane ricorrerà al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar, nell’attesa, segniamo un importante punto a favore della democrazia, un segnale che ci conforta e ci sprona a lavorare nella direzione intrapresa, quella della salvaguardia delle piccole realtà di provincia”.