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Il comitato onicotecnici calabresi ha incontrato Tilde Minasi

imagesIl comitato onicotecnici calabrese, rappresentato da Antonino Polito, dopo aver richiesto un incontro al consigliere regionale Tilde Minasi, è stato ricevuto da quest’ultima a Palazzo Campanella. L’appuntamento si è reso necessario poiché ritenevamo opportuno capire a che punto fosse l’iter legislativo del progetto di legge presentato dall’onorevole Minasi inerente, appunto, il riconoscimento della professione di onicotecnico. L’approvazione della proposta normativa, nonostante una campagna mediatica negativa davvero incomprensibile, rappresenterebbe per noi un passaggio significativo a fronte di una attività lavorativa che, sebbene sia molto diffusa, corre il rischio di essere strumentalizzata da parte di chi non ha una formazione qualificante a scapito del professionista stesso e della salute della clientela. Potrebbe sembrare una questione meramente estetica, ma la qualità di una formazione ah hoc diviene essenziale per tutelare chi intende imparare, in maniera strutturata, la professione di onicotecnico senza incappare in corsi formativi improvvisati, e per garantire coloro i quali, convinti di affidarsi ad un professionista adeguatamente edotto, possono incorrere in problematiche di natura fisica causate, appunto, da scarso approfondimento o addirittura da apprendimento molto superficiale e quasi da autodidatta. E qualora la formazione dovesse essere adeguata (e sono davvero pochi i casi nella nostra regione) senza il riconoscimento della professione, il titolo di onicotecnico non è spendibile sul mercato occupazionale con l’avviamento di una propria attività e quindi la possibilità di creare posti di lavoro. Proprio alla luce di tutte queste considerazioni abbiamo ritenuto opportuno incontrare il consigliere Minasi che, con sensibilità, aveva compreso le difficoltà del settore e si è resa disponibile a seguire il percorso della legge affinché possa essere celermente approvata. Ci auguriamo che il progetto possa giungere al più presto al vaglio della massima assise calabrese così da regolamentare un settore in cui ancora oggi, nostro malgrado, troviamo molte ombre.