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Finita la protesta al Cie di Roma, i 13 immigrati si scuciono la bocca

images E’ finita la protesta choc nel Cie di Ponte Galeria, a Roma. Infatti, a quanto apprende l’Adnkronos dall’Ufficio del garante dei detenuti del Lazio, si sono scuciti la bocca i 13 immigrati che da sabato scorso avevano manifestato il loro dissenso, simulando lo stesso gesto che a dicembre fecero altri immigrati contro le condizioni e i tempi di permanenza nel Cie.

Oltre a scucirsi la bocca è terminato anche lo sciopero della fame. Infatti i 13 immigrati che da circa una settimana stavano manifestando il loro dissenso contro le condizioni e i tempi di permanenza del Cie, non ritiravano i pasti forniti dall’amministrazione e a digiunare erano anche altri ospiti del Cie.

“Queste persone hanno deciso di interrompere la loro protesta per sfinimento non perché i loro problemi sono stati risolti”, commenta il garante dei detenuti del Lazio, Angiolo Marroni. “Terminata la protesta e spenti i riflettori dei media -prosegue- tocca alla politica fare in modo che la complessa questione dell’immigrazione non torni nel dimenticatoio”.

Sulla protesta choc al Cie di Ponte Galeria, il Garante aveva inviato una lettera al ministro dell’Integrazione Cècile Kyenge, invitandola a visitare la struttura romana “per constatare di persona le condizioni di vita all’interno della CIE e per ascoltare le ragioni dei migranti che avevano deciso di cucirsi le labbra”. Nelle scorse settimane, Marroni aveva accompagnato il ministro in visita al carcere di Rebibbia Femminile e, in quella occasione, si erano confrontati su temi di attualità come la gestione dei flussi migratori e la presenza degli stranieri in carcere.

Intanto il Garante ha inviato il suo contributo alla Carta di Lampedusa, il documento che vedrà la luce oggi, sull’isola. Ideata dopo la strage del 3 ottobre 2013, la Carta è un documento storico perché, tramite un open document, si è arrivati a definire che cosa non va e come affrontare, con soluzioni concrete, il tema dell’immigrazione. Secondo il Garante, nell’ultimo decennio il dibattito sull’immigrazione è stato caratterizzato da temi come la “criminalizzazione dello straniero irregolare, l’allontanamento dei migranti, i controlli militari alle frontiere. Un comportamento alimentato da operazioni mediatiche tese ad esaltare la paura della diversità e che ha avuto la conseguenza di affermare una maggiore propensione alla marginalità sociale dei cittadini stranieri, spesso accompagnata da forme di intolleranza razziale”.

Per questo, osserva l’Ufficio del Garante, non desta stupore il fatto che un terzo dei detenuti è composto da stranieri. L’incidenza degli stranieri in carcere è cresciuta con l’aumento della presenza di migranti in Italia; se alla fine del 1991 i detenuti stranieri erano il 15,1% del totale, a novembre 2013 la percentuale era del 37%.