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Emergenza-rifiuti, il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto medita di chiudere le scuole

Non è da escludere che il sindaco Mario Occhiuto possa emettere un’ordinanza sulla chiusura delle scuole per il rischio igienico-sanitario a cui la cittadinanza è sottoposta.
Lo ha reso noto personalmente nella conferenza stampa relativa all’emergenza-rifiuti convocata d’urgenza questa mattina a palazzo dei Bruzi per spiegare, per l’ennesima volta, cosa stia succedendo a Cosenza e nell’hinterland oltre che nel resto della Regione. Cumuli di sacchetti per le strade e neanche l’ombra di miglioramento.
Occhiuto, è noto, nell’attuazione del programma politico-amministrativo ha sempre tenuto, in maniera particolare, al Ciclo dei rifiuti. Questo stato di criticità perdurante, dunque, è insostenibile da più fronti, a iniziare, appunto, dai disagi per i cittadini.
“Ho convocato questa conferenza stampa improvvisa – ha esordito – perché la situazione non è più accettabile sul piano della salute pubblica come pure per l’incolumità delle persone, visti alcuni incendi che si sono verificati. Sia chiaro: io non sono disposto a prendermi al riguardo delle responsabilità personali perché è dal primo giorno del mio mandato che ho affrontato il problema. Ho rimodulato il progetto della raccolta esistente con un metodo spinto per ridurre drasticamente i rifiuti che vanno in discarica. Abbiamo dovuto convincere il soggetto gestore formando il personale addetto, abbiamo firmato una convenzione con il Conai che ci garantisce dati certi sulle percentuali della differenziata. Stiamo quindi portando avanti una precisa attività progettuale, come unica città della Calabria che, partendo da zero, ha già raggiunto il 40% della raccolta differenziata e che ha proposto inoltre un Centro di riciclo il cui finanziamento è stato bocciato dalla Regione. Insomma – ha aggiunto Occhiuto – l’80% del mio impegno giornaliero da Sindaco è sempre stato rivolto a questo aspetto della vita amministrativa. Ma, per legge, al momento non abbiamo potere decisionale di risoluzione per l’emergenza in corso in quanto è la Regione Calabria che deve comunicarci i siti dove andare a conferire il residuo. Ora, hanno sì firmato un emendamento che dà a Calabria Maceri la facoltà di farci conferire presso il loro impianto, ma di fatto Calabria Maceri non ci ha ancora autorizzati. Era in virtù di questo che ho siglato un’ordinanza per stoccaggio temporaneo”.
Al tavolo, accanto al sindaco Mario Occhiuto, l’ingegnere Rino Bartucci e il presidente del consorzio Valle Crati Maximiliano Granata che ha informato i giornalisti presenti sul fatto che sono state inoltrate, al Prefetto della Provincia di Cosenza e agli organi regionali, tutta una serie di richieste perché, appunto, la Regione Calabria non ha individuato siti alternativi di conferimento per quanto riguarda il territorio. “Abbiamo presentato – ha affermato Granata – un progetto di perimetrazione per circa 300mila tonnellate non prese in considerazione. La discarica di Celico non ha le adeguate autorizzazioni ambientali così come invece le possiede quella di San Giovanni in Fiore”.
Il sindaco Mario Occhiuto, da esperto conoscitore della materia, ha esposto in conferenza stampa una lunga relazione proprio sulla mala gestione di un sistema, originato molti anni or sono, che ha prodotto l’attuale negativa condizione del settore dei rifiuti in Calabria.
“Quando ci sono emergenze – ha poi proseguito Occhiuto – si alimenta una catena sbagliata perché davanti alla pressione che c’è non esiste ad esempio una regolare gara di appalto. Si attuano procedure straordinarie e non quelle ordinarie di evidenza pubblica che implicano presupposti di trasparenza. Io posso solo denunciare queste cose spiegando come funziona questo processo senza avere, purtroppo, alcun potere di risoluzione. Mi piace affrontare i problemi nel merito. Se si continua con la superficialità e le collusioni – ha denunciato – l’emergenza non si risolverà mai”.
Ribadendo ancora: “La questione di smaltimento dei rifiuti attiene alle Regioni e deve attuarsi nei confini regionali, salvo accordi fra le varie Regioni. Il Comune in sé, e credo che questo concetto forse non sia del tutto chiaro, non può fare cose che competono ad altri, né sostituirsi a chi di competenza. Ecco, la domanda è: perché ci troviamo in questa situazione in Calabria?”.
Il sindaco Occhiuto ha specificato che non si tratta di fare il solito vecchio scarica-barile, tutt’altro.
Avere bene in mente funzionamenti e dinamiche di una gestione che ha condotto a siffatta situazione, è utile ai cittadini per capire che il Comune è loro alleato e si muove esclusivamente nell’interesse della collettività.
“E’ un dato di fatto – ha detto ancora Occhiuto – che in Calabria è stato speso un miliardo di euro in sedici anni per il Commissariamento del settore dei rifiuti. Una somma esorbitante soprattutto se si pensa che la Calabria produce una quantità quotidiana tale di rifiuti, poco più di 2mila tonnellate, quantità che nemmeno la città di Roma. Avrebbe potuto essere semplice, invece in questo settore la classe dirigente politica non ha mai fatto da guida intellettuale adeguata. Per un motivo: sostanzialmente, questo settore in Calabria non lo guida la politica ma i soggetti gestori che hanno in mano gli impianti e le discariche e, spesso, si occupano anche della raccolta. Siamo consapevoli di quanto costano i rifiuti? A parte che i rifiuti sono come il carburante: ci sono vari passaggi e varie spese. Il rifiuto andrebbe ‘trattato’ prima di finire in discarica, almeno con un trattamento di tritovagliatura e di stabilizzazione di un certo periodo per fare fuoriuscire la parte liquida evitando processi esageratamente inquinanti una volta che finiscono in discarica. Basti pensare ai danni delle falde acquifere. Oggi però siamo ridotti ai privati che aspettano le situazioni di emergenza per poi farsi autorizzare i loro piani emergenziali. E’ proprio qui che è malato il sistema: le istituzioni delegate hanno puntato ad esaudire le continue esigenze dei soggetti gestori ogni volta che chiedevano qualcosa. Hanno preferito puntare sull’indifferenziata piuttosto che sulla differenziata, vero sbocco definitivo per la risoluzione delle continue emergenze, visto che le discariche sono inquinanti e non sono infinite. Non esistono processi di trasformazione dei rifiuti che non siano inquinanti – ha ricordato il Sindaco – perché sono frutto di trasformazioni termiche e chimiche e, come tali, inquinanti. I rifiuti indifferenziati possono essere solo trattati in modo da ridurre la loro pericolosità quando vengono inseriti in discarica. Non possiamo consumare le risorse all’infinito. Nella tecnologia non c’è un metodo che ripari i danni contro la natura. Per questo, puntare sulla differenziata, è un fatto assolutamente etico”.
Insomma, la Regione avrebbe dovuto insistere nel processo di formazione della raccolta differenziata e affiancare i Comuni nel progetto. Mario Occhiuto questa mattina lo ha ripetuto in diversi passaggi.
Denunciando ulteriormente: “Il problema dei rifiuti in Calabria è solo uno: che i soggetti gestori incaricati devono alimentare il loro business. È chiaro che nell’emergenza non ci si può affidare al tecnico di turno che magari ha rapporti di collusione con i soggetti gestori. L’emergenza rifiuti è come un tumore, occorre innanzitutto prevenire: per uscirne devi sottoporti a chemioterapia o radioterapia che, inevitabilmente, faranno male ad altre cose. Quando abbiamo un tumore lo dobbiamo curare e colpiremo altro, non sarà una cura indolore”. Usando questa metafora il Sindaco ha dunque sintetizzato: “Possiamo solo puntare sulla differenziata. A Rende, ad esempio, non fanno la raccolta differenziata ‘pura’. Sveliamo quest’altro arcano perché come Comune utilizziamo la loro stessa piattaforma e, insieme ai tecnici Conai, ho avuto modo di constatare che non è così. Per il mercato di riciclo serve solo la raccolta differenziata di qualità e questa si può avere soltanto con la raccolta spinta porta a porta. A Rende hanno lasciato i cassonetti, e non è un buon metodo per scongiurare che i rifiuti si mescolino”.
Dopo questo approfondito intervento, con un certo senso di impotenza e i rifiuti ammassati là fuori ai margini delle strade di Cosenza (in alcuni casi addirittura in mezzo alle strade), il sindaco Mario Occhiuto ha concluso che non esclude di emettere un’ordinanza contingibile e urgente chiudendo gli istituti scolastici, nel caso che da lunedì l’Amministrazione comunale non riceva ancora comunicazione sul sito in cui andare a conferire i cumuli di sacchetti che rappresentano ormai un grave pericolo per la salute pubblica.