fbpx

Emergenza rifiuti in Calabria, PRI: “quando il ritorno alla normalità definitiva?”

rifiutiIl PRI ha sostenuto anche per i calabresi quello che in sintesi è il dovere di un  comportamento  fiscale civile, ma  a questo deve corrispondere il diritto al ritiro e la gestione sistematica, costante ed efficiente dei rifiuti .

Dopo oltre venti anni  dall’omicidio intimidatorio di due innocenti  spazzini uccisi dalla ndrangheta semplicemente per una riaffermazione di un diritto di esclusiva  sulla gestione del fiorente business della gestione dei rifiuti, non si può e non si deve più giustificare un atteggiamento disattento di una questione  per troppo tempo sottovalutata.

Non è solo un problema di igiene e di decoro ma l’evidente incapacità di chi ha in mano  tutte le leve per assumere le giuste decisioni, di pianificare con uno sguardo al breve ed al lungo periodo  compiendo quelle scelte ed assumendosi la responsabilità che gli incarichi politico amministrativi impongono con assoluta serietà ed  innovazione.

La logica adottata dalla normativa in essere aiuta ad affrontare il tema  con una logica  di  gestione integrata assegnandone chiari criteri di priorità.

Quello che oggi gli italiani ed i calabresi stanno vivendo sulla propria pelle come un problema, da tempo è in realtà un’autentica  ed insperata opportunità  di rilancio e di riscatto; tanto che in alcune regioni virtuose ed in tanti Paesi europei è diventato un importante  motore di rilancio economico.

Nel momento  in cui i cittadini pagano la TARSU  e si ritrovano  sommersi dai rifiuti  sono portati a seguire la disobbedienza fiscale; noi del PRI non vogliamo questo, sarebbe fin troppo facile fare come quei partiti, come la Lega, che raccolgono  con il loro populismo il consenso elettorale e politico.

La cura del territorio e dell’ambiente equivale alla cura di se stessi. Dobbiamo trattare il  nostro Paese, la nostra città, come trattiamo noi stessi, dobbiamo amarlo, rispettarlo  e pretendere che venga gestito nel modo migliore possibile. Reagire a questa avvilente  “non cambia mai niente” con determinata forza.

Questa deve essere la base ideale  alla quale affiancare scelte coraggiose,  qui si chiede ai “nostri Commissari” di  gestire l’emergenza con uno sguardo lungimirante insieme a  tutte le altre istituzioni, cogliendo la classica disponibilità al fare, tipicamente elettorale, per scegliere e sviluppare  processi  virtuosi che le “tecnologie pulite” ci mettono a disposizione, prendendo spunto dai tanti esempi nazionali ed internazionali già messi in pratica.

Una perfetta opportunità  per le  amministrazioni pubbliche di utilizzare il riciclaggio dei rifiuti e il loro utilizzo come fonte di energia,  attuare un Piano di Prevenzione della produzione di rifiuti.

Scegliere le  eventuali aziende a cui affidare alcuni  appalti senza sottoscrivere cambiali in bianco, e sempre con un attenta supervisione, sceglierli  per la provata professionalità e competenza e non per l’appartenenza.  Agire  per promuovere la conoscenza di ciò che da anni coinvolge non solo la terra dei fuochi  ma anche la Calabria;  creare sinergie con le tante  associazioni no profit che si occupano dello scambio di beni e prodotti usati (per esempio Freecycle). Se si attuano questi processi  virtuosi allora si che saremo anche in grado di identificare  i cittadini virtuosi  e premiarli  con sconti sulla TARSU, come già avviene da tempo  ad esempio nelle Marche solo per citare una delle regioni italiane che in tempo ha  voluto e saputo affrontare il tema senza girasi dall’altra parte.

A questo concreto cambio  di  passo nella gestione della cosa pubblica andrebbe affiancata una forte campagna civica  di educazione ed informazione sulle tematiche che non sono più solo verdi ma che interessano tutta la comunità; partendo  sin dagli asili ed intensificando  un maggiore controllo del territorio. Multare chi non rispetta le regole,  colpire  chi brucia i cassonetti o ritiene il marciapiede un cestino. Spesso ci dimentichiamo che la legge va applicata e fatta rispettare,  altrimenti rimane solo un mucchio di parole vane. Il PRI, quindi, invita adesso gli amministratori a dare precisi segnali di discontinuità e di attenzione concreta al proprio territorio.