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Crotone, Pacenza ha incontrato il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando

Salvatore-Pacenza“È un fatto davvero importante che il ministro all’Ambiente abbia dimostrato disponibilità verso la riattivazione dei processi di bonifica sull’area Sin di Crotone, ma adesso gli Enti coinvolti propongano soluzioni condivise al tavolo tecnico che precederà la Conferenza dei servizi decisoria in programma per il 17 febbraio prossimo”.

Così il presidente della commissione Sanità Salvatore Pacenza in merito ai contenuti dell’incontro avuto dal ministro all’Ambiente Andrea Orlando con una delegazione di rappresentanti delle istituzioni locali di Crotone per approfondire la situazione della bonifica dell’area Sin pitagorica.

Se è vero come annunciato – commenta l’onorevole Pacenza – che verrà bocciato il progetto per le discariche a mare presentato da Syndial nel 2009 durante l’ultima Conferenza decisoria, allora occorrerà essere pronti a imbastire una linea comune di interventi sostitutivi che non trovi disaccordo tra gli attori istituzionali locali chiamati a interloquire col ministro Orlando. Il vento è adesso favorevole per la bonifica del sito industriale di Crotone. Da un a parte, infatti, c’è la disponibilità del ministro ad accelerare le operazioni di bonifica e ripristino dei territori ricadenti nell’area Sin attraverso una sua mediazione diretta con Syndial; dall’altra, si aprono nuove prospettive per gli interventi sulle discariche a mare come quella di trasportare all’estero i rifiuti speciali pericolosi attraverso l’ausilio di apposite navi. Il ministro Orlando, inoltre, ha reso noto che i fondi a disposizione del ministero dell’Ambiente e destinati alla bonifica dell’area Sin ad oggi sono 19 milioni e 916 mila euro a valere sui fondi del Programma nazionale di bonifica. A questi si aggiungano i 56 milioni di euro derivanti dalla sentenza del Tribunale di Milano avversa a Syndial e interamente destinati al sito di Crotone. Su queste risorse tranquillizza il fatto che il principio comunitario del “chi inquina paga” verrà rispettato appieno anche con le disposizioni contenute nell’ultimo decreto ‘Destinazione Italia’ e che, quindi, esse non verranno confuse con i fondi che Eni-Syndial dovrà mettere a disposizione per la bonifica delle aree ex industriali di Crotone. A circa 20’anni dalle dismissione delle fabbriche c’è l’opportunità reale che la bonifica si concretizzi attraverso un’azione di riordino e potenziamento delle operazioni di bonifica. Ma perché tutto ciò accada c’è bisogno di responsabilità politica e lungimiranza istituzionale per garantire ad un’intera comunità che il loro diritto alla salute venga garantito attraverso una seria azione di ripristino ambientale di quei terreni che a tutt’oggi scaricano veleni nelle aree circostanti. Via le primogeniture progettuali e le appartenenze politiche, dunque, in vista delle nuove trattative in programma con l’Eni perché, da questa battaglia, ad uscirne vittoriosa dovrà essere la sola cittadinanza di Crotone che è purtroppo interessata da strani picchi d’aumento di alcune patologie cancerogene su cui non è stato ancora possibile stabilire un nesso diretto con la compromessa situazione ambientale”.