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Cosenza, conferenza dei Sindaci su sanità e rifiuti ancora una volta deserta

Nemmeno questo pomeriggio, per la seconda volta consecutiva, la Conferenza dei Sindaci convocata a palazzo dei Bruzi dal sindaco Mario Occhiuto, ha potuto avviare una discussione che deliberasse un documento comune in fatto di sanità e di rifiuti. La seduta è andata deserta per il mancato raggiungimento del numero legale nonostante il numero dei primi cittadini presenti, rispetto allo scorso 17 gennaio, fosse cresciuto ma alla fine, purtroppo, sempre non sufficiente. Quarantasette i Sindaci che hanno risposto all’appello di Mario Occhiuto, presidente della conferenza in quanto alla guida del Comune capoluogo di provincia. Ne occorrevano almeno 52 e cosi, per sole 5 assenze, l’ennesima occasione di incontro per dibattere delle attuali emergenze del territorio è andata sfumata.

Con il sindaco Occhiuto al tavolo della presidenza, c’erano il direttore dell’Azienda sanitaria provinciale, Gianfranco Scarpelli, il presidente della Commissione consiliare Sanità di palazzo dei Bruzi, Massimo Bozzo, e il capo segreteria Giovanni De Rose. Fra il pubblico anche i consiglieri comunali Giuseppe Mazzuca e Michelangelo Spataro.

Nulla di fatto quindi affinché i rappresentanti delle amministrazioni della provincia producessero un documento ufficiale con le istanze da presentare alla Regione Calabria.

Ma la circostanza, al di là del piano prettamente formale, è servita sul piano sostanziale a esternare, da parte di alcuni, le forti preoccupazioni in merito ai disagi subiti dalla cittadinanza nelle diverse comunità di appartenenza.

Su tutti, il sindaco di Rossano, Giuseppe Antoniotti, ha preso per primo la parola sviluppando un fervente intervento su quanto sta per avvenire nel suo Comune: “Ringrazio il collega Mario Occhiuto per la possibilità che mi ha dato – ha dichiarato Antoniotti – C’è infatti un bando, un capitolato di appalto, che prevede che la Regione Calabria mandi i rifiuti in Olanda. L’unica cosa che è sfuggita ai più, però, è che abbiamo appreso che questi rifiuti passerebbero per 800 tonnellate al giorno dalla città di Rossano. Si tratterebbe di cento camion in entrata e cento camion in uscita. Rossano ha già dato in termini di rifiuti e non può continuare a pagare. Se dovesse essere necessario, annuncio fin d’ora che andremo al Consiglio di stato e anche a Strasburgo. Non è possibile che il territorio non venga coinvolto in scelte così scellerate. Esprimo dunque a voi tutti le mie forti preoccupazioni. Che cosa ne sarà di questa provincia di Cosenza? Da qui a un mese e mezzo la discarica di Pianopoli sarà out. Io vorrei confrontarmi con i signori della Regione Calabria, ma ci stanno chiudendo le porte in faccia”.

Dopo i brevi interventi da parte di altri Sindaci (perlopiù quest’oggi improntati alla questione-rifiuti), tutti i presenti, a iniziare proprio dal sindaco Mario Occhiuto, hanno espresso solidarietà al sindaco Antoniotti in merito alle decisioni della Regione Calabria che si ripercuoteranno in maniera dannosa e diretta sulla città di Rossano.

In pratica, i 47 Sindaci in sala chiederanno al governatore Scopelliti e all’assessore all’Ambiente Pugliano di rivedere la situazione, in quanto se dovesse verificarsi un contenzioso giudiziario con il Comune di Rossano si arriverebbe alla paralisi del sistema-rifiuti dell’intera provincia di Cosenza.

I Comuni che hanno risposto presente all’appello, oggi pomeriggio, includendo Cosenza, sono i seguenti: Acri, Aiello Calabro, Aieta, Alessandria del Carretto, Belsito, Bisignano, Carolei, Cassano allo Ionio, Castrolibero, Castrovillari, Cerisano, Cetraro, Corigliano Calabro, Dipignano, Domanico, Fiumefreddo bruzio, Fuscaldo, Grisolia, Lattarico, Longobucco, Lungro, Mangone, Marano Principato, Montalto uffugo, Mormanno, Paola, Pedace, Pianecrati, Pietrafitta, Praia a mare, Rogliano, Rossano, Rovito, San Fili, San Martino di Finita, San Nicola Arcella, San Pietro in Guarano, Sangineto, Santa Sofia d’Epiro, Santo Stefano di Rogliano, Serra Pedace, Spezzano piccolo, Torano Castello, Tortora, Trebisacce, Trenta.