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Calabria, Giordano: “Il blocco del corso di laurea in ingegneria: quali logiche sottendono alla gestione dell’Università calabrese?”

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Nota Stampa Giuseppe Giordano, consigliere regionale:

Almeno sotto il profilo teorico una buona amministrazione si distingue per la capacità di valorizzare i settori di eccellenza e ciò vale a maggior ragione nel mondo scientifico nel quale gli aspetti concorrenziali sono rilevanti per tenere il passo nell’ambito della ricerca e della innovazione tecnologica.
Faccio questa premessa partendo da un esempio illuminante verificatosi in questi giorni, ovvero la notizia secondo cui il Senato Accademico dell’Università Mediterranea ha deciso di bloccare l’apertura del corso di laurea in Ingegneria dei Trasporti.
Questo il dato di fatto.
Nello stesso momento, o quasi, viene presentato uno studio commissionato dalla regione Calabria alla fondazione Agnelli di Torino sulla criticità degli Atenei calabresi dove emergono, in un quadro poco rassicurante, alcune eccellenze e fra le quali l’ingegneria dei trasporti della facoltà reggina, come ha avuto modo di sottolineare lo stesso assessore regionale Caligiuri .
Altra notizia risalente all’anno 2012 da una nota stampa del governo regionale Su proposta dell’assessore ai Trasporti Luigi Fedele è stato approvato lo schema di Protocollo d’Intesa fra la Regione ed il Centro di Eccellenza CTL (Centro di ricerca per il trasporto e la logistica) dell’Università La Sapienza di Roma. L’accordo prevede la promozione dello sviluppo del sistema dei trasporti regionali, l’applicazione e la sperimentazione, nel contesto regionale, di nuovi metodi scientifici ed innovativi. Le parti s’impegnano, inoltre a realizzare, in partenariato, il centro di monitoraggio e Governo della Sicurezza stradale della Regione Calabria.”
Rileva, infine, il ruolo dell’ente Regione nello sviluppo e nella valorizzazione del sistema universitario e in tal senso è presente all’interno del Comitato Regionale di Coordinamento delle Università Calabresi (CORUC) con la figura del Presidente della Giunta Regionale o di un suo delegato.
Questo il quadro che si presenta ai nostri occhi e che , visto secondo parametri oggettivi, presenta aspetti schizofrenici: un corso di studi che viene bloccato, ma nello stesso tempo se ne esalta l’eccellenza nei momenti ufficiali da parte della stessa regione che ,però, va a stipulare un protocollo di intesa con un altro centro universitario collocato fuori regione.
Qui non si tratta di difendere un corso di laurea per mere esigenze campanilistiche o richiamando il ruolo fondamentale che l’ingegneria dei trasporti ha giocato nella fondazione dell’Università Mediterranea , ma ,al contrario, si tratta di valorizzare quegli indici scientifici che legittimano un settore specifico del sistema universitario reggino.
A questo punto ci si domanda se le cause che hanno portato a tale scelta irragionevole siano riferibili a motivazioni extra universitarie e riconducibili a logiche di appartenenza politica. Se così fosse non sarebbe una buona notizia per il futuro del sistema universitario calabrese.