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Tares, class action di Ance Reggio Calabria

imagesAnce Reggio Calabria ha avviato le procedure per indire una class action contro il Comune in merito alle onerose tariffe della Tares.
Il particolare procedimento previsto dal Codice del Consumo si è reso necessario, a parere degli imprenditori edili reggini, per risolvere una situazione che penalizza ogni azione di sviluppo aziendale e colpisce fortemente l’economia cittadina.
In un territorio come quello reggino, particolarmente segnato dalla recessione, una tassa sui rifiuti con cifre così elevate e abnormi rappresenta un attacco alle fondamenta del rilancio economico.
Per tale motivo, nei giorni scorsi, il presidente di Ance Reggio Calabria, Francesco Siclari, ha inviato a tutti gli associati che operano con le proprie ditte sul territorio comunale una lettera di richiesta di partecipazione alla procedura di class action.
La proposta ha subito registrato l’attenzione degli iscritti che hanno prontamente sposato l’iniziativa. «Molte associazioni locali – ha affermato Siclari – si sono già espresse su questa tematica. Per noi è necessario promuovere questa azione collettiva che tutela gli interessi di tutti. Non possiamo pagare un servizio che non ci viene erogato nei modi e nei tempi previsti dalla legge. La raccolta dei rifiuti a Reggio Calabria procede a singhiozzo da troppo tempo. Abbiamo convissuto con i rifiuti tra le vie della città ed oggi ci troviamo costretti a pagare delle cifre improponibili. Confidiamo – ha continuato il presidente degli imprenditori edili reggini – nel buon esito di questa azione legale che possa fare da precedente per azioni simili anche oltre i confini di Reggio Calabria, perché la questione riguarda moltissimi comuni. Contestare la Tares nelle forme dovute non è andare contro la legge. Le imposte devono essere pagate ma quando non corrispondono ad un bene o servizio erogato secondo standard minimi di qualità è giusto discuterne nelle sedi competenti. In questo contesto si pone un grave problema economico. Gli imprenditori edili di Reggio – ha evidenziato Siclari – devono avere la possibilità di guardare avanti. Un tributo così elevato non è sostenibile dalle imprese, specie quelle di un comparto come il nostro, che già fa i conti con una delle peggiori crisi che si ricordino: la congiuntura negativa ha elevato fortemente il tasso di mortalità delle aziende, i fatturati sono crollati, le difficoltà di accesso al credito sono ormai croniche e i committenti pubblici non garantiscono più né la copertura finanziaria dei lavori, né certezze sui tempi dei pagamenti, salvo esigere la Tares tutta e subito. Ance con questa class action – ha concluso Siclari – vuole fare un primo passo per far valere i diritti, non solo dei costruttori edili, ma anche di tutti i cittadini».