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Sicilia, Garofalo: “Crocetta sia la rivoluzione che predica: sopprima l’Ente Porto”

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Nota Stampa Vincenzo Garofalo:

La presa di posizione da parte del presidente di Confindustria Messina, Alfredo Schipani, in merito alla vicenda dell’Ente Porto, rappresenta l’ennesima denuncia di come il governo Crocetta stia, di fatto, commissariando la città per impedirne lo sviluppo.
L’atteggiamento di poca chiarezza assunto dal presidente della Regione che continua a proporsi come un rivoluzionario ma, nei fatti, non interviene per sbloccare situazioni che potrebbe facilmente risolvere è imbarazzante.
Più volte ho denunciato l’inutilità dell’Ente Porto e il fatto che l’esistenza dello stesso rappresenti esclusivamente un limite allo sviluppo di un’area che riteniamo possa essere quella attraverso la quale passa lo sviluppo della nostra città.
Continuerò a sostenere questa battaglia, oggi con maggiore forza, grazie alla presa di posizione del presidente di Confindustria che a nome di coloro i quali, più di altri, avrebbero beneficiato della istituzione del punto franco a Messina, a lettere forti e chiare ha chiesto al Presidente della Regione di chiudere l’ente e di permettere a questa città di avere un futuro.
Nel 2011, in una lettera aperta all’allora Ministro delle infrastrutture e trasporti Altero Matteoli, sottolineavo come le incertezze sulla titolarità delle aree scoraggiassero investimenti e favorissero occupazioni abusive e mettevo in evidenza che chi rivendicava la gestione di queste aree le avesse in realtà lasciate in totale stato di abbandono. Da allora ad oggi nulla è cambiato.
Se davvero Crocetta vuole dimostrare di essere migliore di chi lo ha preceduto dichiari ufficialmente che il commissario è stato nominato per liquidare l’Ente e gli dia un termine per adempiere a questo compito.
Almeno passerà alla storia per i messinesi come il Presidente che dopo decenni è riuscito a definire la vicenda sopprimendo un Ente che ad oggi ha rappresentato solo uno stipendificio e fonte di sprechi e di occasioni perdute per la nostra città.
La sensazione è che invece Crocetta non abbia nessuna intenzione di definire la vicenda e che la sua strategia complessiva sia quella di commissariare la città come dimostra l’indicazione, oggi, dell’ennesimo commissario ad acta per il teatro Emanuele giunta proprio nel giorno in cui l’amministrazione comunale individuava, finalmente, i componenti del consiglio d’amministrazione dell’Ente. Anche sul Vittorio Emanuele pretendiamo che Crocetta faccia chiarezza perché l’effetto mediatico dello stratega della comunicazione è finito e i suoi limiti si stanno rivelando sempre più evidenti.