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Reggio: l’istituto comprensivo G. Carducci – V. Da Feltre celebra la “Giornata della Memoria”

giornata della memoria vittorino da feltre

a sin. la prof. ssa Marisa Neri, accanto il prof. Pasquale Amato

Anche quest’anno l’Istituto Comprensivo “G. Carducci – V. Da Feltre”di RC  ha celebrato la Giornata della Memoria dedicando alcune iniziative al ricordo della Shoah. Oltre agli approfondimenti e alle discussioni che i ragazzi hanno effettuato in classe con il supporto di insegnanti attenti e preparati, in questi giorni si è tenuta nell’Aula Magna dell’Istituto, una conferenza dal titolo “Il Giorno della Memoria: per non dimenticare” che si è avvalsa dell’illustre presenza del professor Pasquale Amato, storico e docente di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina e presso l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria. All’iniziativa, promossa dal Dirigente Scolastico Rina Pasqualina Manganaro, hanno preso parte gli alunni delle quinte classi della scuola Primaria e gli studenti della scuola Secondaria di primo grado dell’Istituto  che hanno presentato un CD  dal titolo “La strage degli innocenti nell’inferno nazista”. La conferenza si è aperta con l’intervento della Preside che ha sottolineato l’importanza della memoria come valore etico, educativo e formativo  di ogni Istituzione scolastica che abbia l’obiettivo precipuo di far  acquisire nei giovani una nuova cittadinanza che rifugga la violenza e l’intolleranza. Subito dopo è intervenuta la professoressa Marisa Neri che ha argomentato sulle cause profonde di questo tragico evento che ha messo in discussione i fondamenti stessi della democrazia e ha ricordato come l’Istituto ogni anno si prodighi in iniziative a sostegno della Giornata della Memoria.  Successivamente i ragazzi dell’Istituto a turno hanno letto brani tratti dalla letteratura della Shoah, tra cui le lettere scritte da bambine ritrovate nei campi di concentramento, generando grande coinvolgimento emotivo  tra i presenti. Ha concluso i lavori il prof. Pasquale Amato che ha ricostruito il contesto in cui nacquero e si svilupparono le idee e le azioni che trovarono sbocco nella  politica di sterminio  ed ha risposto alle molteplici domande poste dagli studenti.  L’insigne storico ha dedicato  un’ampia riflessione anche al concetto di “razza” utilizzato impropriamente dai nazisti, in quanto l’unica razza esistente è quella umana  e si è soffermato sul maggiore campo di concentramento italiano: Ferramonti di Tarsia nella Calabria cosentina. Un campo che fu “un lager non lager”, cioè un’eccezione nel panorama tragico dell’Olocausto. I Direttori di Ferramonti e il Comandante delle Guardie Maresciallo Gaetano Marrari di Reggio Calabria gestirono quel luogo triste e malsano con equilibrio e umanità, evitando così di tramutarlo in quelli che erano invece Auschwitz e Birkenau. Dal dibattito è emerso che ricordare, dunque, è un dovere morale, affinché gli errori del passato siano un monito per il presente ed il futuro, ma per assicurare alla memoria un ruolo vitale è necessario che essa si innesti nel presente entrando a far parte della coscienza individuale dei nostri giovani.

Il Giorno della Memoria, quindi, rappresenta una tappa obbligata degli itinerari formativi della scuola, se si intende riempire di senso e garantire coerenza a quanto programmato, perché consente di aumentare negli studenti i livelli di consapevolezza riguardo ai diritti (e ai doveri) di cittadinanza oggi e di evidenziare i rischi sociali e culturali di trasformazione delle diversità in disuguaglianze e discriminazioni, in taluni casi cieche ed atroci come quelle avvenute durante il secondo conflitto mondiale.